L’ultima volta che ha bevuto qualcosa lo ha fatto sciogliendoci dentro la polverina che molto probabilmente lo ha fatto morire. Mdma. Ecstasy in polvere. E’ morto molto probabilmente per quello Luca, il 17enne trovato senza vita in un vigneto di Piscille domenica mattina.
Mdma in polvere La droga l’ha trovata la tossicologa Paola Melai, sciolta nel liquido rimasto nella bottiglietta da cui ha bevuto Luca prima di morire. Lo avrebbero raccontato gli amici del giovane ascoltati come testimoni, che lui in tasca aveva una bustina con della polverina, l’ha tirata fuori e l’ha sciolta nella bottiglietta. Sarebbe stata anche la prima volta che prendeva quel tipo di droga.
L’autopsia Martedì è stata eseguita l’autopsia sul corpo del 17enne morto domenica mattina, ma per gli esiti degli esami tossicologici, che sono quelli che diranno con certezza se sia morto per overdose, ci vorrà del tempo. Intanto la tossicologa Paola Melai ha prelevato dei campioni per le analisi. Il medico legale Luca Pistolesi redigerà poi una relazione da consegnare al magistrato che sta coordinando gli accertamenti, Manuela Comodi.
Nessun indagato Al momento non risulta nessuna iscrizione nel registro degli indagati, ma i carabinieri sono a caccia di chi gli ha venduto la droga sintetica. E anche i suoi amici del centro sociale ex Mattatoio di Ponte San Giovanni si sono interrogati sull’accaduto in un’assemblea, in cui si è discusso se la droga Luca poteva averla preso mentre era ancora lì oppure no. Perché, ha scritto uno di loro su Facebook, che non possono predicare bene, e poi essere come un qualsiasi altro locale in cui l’obiettivo è sballarsi.
Il malore La serata al centro sociale era terminata quando, insieme ad alcuni amici, era tornato a casa sua in via della Pallotta, dove viveva insieme alla madre, che in quel momento stava dormendo. Quando Luca, dopo aver bevuto da quella bottiglietta, ha iniziato a sentirsi male, gli amici del giovane hanno svegliato la donna. E poi, lo hanno portato in via Assisana, in un vigneto, per fargli prendere un po’ d’aria. Pensando che bastasse quello per farlo stare meglio.
Soccorsi inutili Invece non ce l’ha fatta. Si è accasciato a terra. Hanno chiamato i soccorsi, ma era troppo tardi. Tutto inutile, impossibile salvarlo. E’ morto tra le braccia della madre. Certo, il dubbio di cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse chiamato subito il 118 resta, pesante come un macigno.

