di F.M.
Che sia a cena fuori con le amiche, un dopocena con le colleghe, la visita ad una mostra, la partecipazione ad un dibattito, o a una manifestazione, non passa otto marzo che le donne non si interroghino. Sulla loro condizione. E sulla ricorrenza in sé, sul modo di intenderla di ognuna. Festeggio o no? Come? Ma cosa c’è da festeggiare? O è un motivo come un altro per uscire? Allora che bisogno c’è di farne un business nazionale? Meglio forse parlare di cosa manca ancora alle donne? Comunque la si pensi, alle donne che decidono di festeggiarsi, o confrontarsi fra loro, non resta che l’imbarazzo della scelta.
«Se non ora quando? Adesso » A Perugia martedì otto marzo, il comitato «Se non ora quando?» ha organizzato un incontro dalle 16 alle 18 in piazza della Repubblica, per discutere e rivendicare quello che, secondo il comitato che ha già portato in piazza tantissime donne il 13 febbraio scorso, manca alle donne di questo paese. «L’Italia non è un paese per donne e noi vogliamo che lo sia – si legge nel volantino dell’evento – vogliamo che l’8 marzo sia, come il 13 febbraio, il giorno di tutte. Delle donne che lavorano stabilmente fuori e dentro casa, di quelle che cercano lavoro e non lo trovano, delle lavoratrici costrette al lavoro nero, delle licenziate, delle precarie, delle tante che hanno lasciato lontano le loro famiglie per occuparsi delle nostre, e delle donne ridotte in schiavitù». Le donne del comitato, che protestano contro una precarietà dilagante chiedono che in Italia venga istituito il congedo di maternità obbligatorio e l’indennità di maternità, il congedo obbligatorio di paternità e norme che impediscano il licenziamento preventivo. «Vogliamo perciò – scrivono ancora – che questo 8 marzo sia anche la giornata in cui si discute di come i media rappresentano la realtà e del mestiere di giornalista. Pensiamo che l’immagine dominante delle donne non possa ridursi al riflesso di un desiderio maschile stereotipato».
L’otto marzo a Perugia Fra le iniziative previste per la festa delle donne a Perugia segnaliamo: «Con le donne…»ore 10, Palazzo Donini, incontro dibattito con la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e la giornalista Miriam Mafai. Alle ore 15 al complesso monumentale di Sant’Anna un incontro con le donne della diaspora africana in Umbria dal titolo « L’Africa cammina con i piedi delle donne». Alle ore 18 a Palazzo dei Priori il concerto lirico «Le eroine del Melodramma celebrano le eroine del Risorgimento». Alle ore 21.30, all’auditorium di S. Cecilia «Recital di parole e musica» dedicato al Alda Merini. Per tutta la giornata «Ecologia sostantivo femminile. Le donne fanno nascere le donne fanno rinascere»: le panetterie distribuiranno sacchetti per il pane con messaggi personalizzati sul connubio donne e ambiente. Fino al 29 marzo Infine al Cinema Zenith si terrà la terza rassegna cinematografica «A proposito di donne» che per il nove marzo prevede le proiezioni di «Valentina Postika in attesa di parte» di Caterina Carone, a seguire alle 21, «Lettere dal deserto» di Michela Occhipinti, e alle 22,30 «Ragazze la vita trema» di Paola Sangiovanni.
L’otto marzo a Terni In provincia di Terni per l’8 marzo sono previsti la X edizione del «Premio Gisa Giani» alle ore 16 all’Archivio di Stato a Palazzo Mazzancolli. Alle ore 21 al Teatro Secci lo spettacolo di danza «Darem» ispirato alla figura della madre. A Montegabbione alle ore 19 nella sala Polivalente Ottavio Gattavilla «Appunti di viaggio» racconti da Siria e Brasile, e la mostra concorso fotografico «Donne nel mondo».
Una su tre festeggerà Secondo i dati Fipe – Confcommercio, tutti (o quasi) sanno che l’otto marzo è la festa della donna: metà degli italiani ritiene giusto e bello avere una giornata dedicata al gentil sesso. Quasi la metà delle donne ama essere festeggiata, ma solo una su tre festeggerà veramente la ricorrenza. E poco importa che sia anche martedì grasso. In ogni caso, la doppia occasione di festa stanerà dalle case più di otto milioni di abitanti con un giro di affari di oltre 300 milioni di euro.
Come festeggeranno? Per quanto riguarda la festa delle donne, il 33% di esse che festeggerà lo farà condividendo la giornata assieme alle amiche. A festeggiare saranno soprattutto le ultra quarantenni con un picco fra quelle nate nel decennio del secondo dopo guerra, ovvero la classe di età protagonista delle grandi battaglie femministe. Queste donne andranno quasi tutte al ristorante o comunque in un altro pubblico esercizio per il dopo cena, magari già conosciuto da qualche componente del gruppo. Come a dire che per loro, più disincantate, il filone del ruolo femminile nella società non è ancora esaurito. L’orgoglio femminile sembra però rinascere nelle più giovani, perché di quel 33% (pari a 10,2 milioni) che festeggerà fa parte un buon 27% di under 35 che lo fa a dispetto di qualsiasi cosa.
Un giro da più di 200 milioni di euro La spesa media al ristorante sarà di circa 31 euro a persona e di 20 per la seconda parte della serata, per un totale di spesa pari a 211 milioni di euro. Ma c’è anche una buona fetta di quel 33% di donne che festeggia che lo dedicherà alla famiglia, complice anche la sovrapposizione dell’otto marzo con l’ultimo giorno di Carnevale, magari portando fuori i bambini mascherati (17%) o cucinando o acquistando qualcosa di tipico (18,5%).

