Il tribunale nuovo di Perugia (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

In uno dei messaggi che le aveva mandato dopo che lei aveva messo fine alla loro relazione, le aveva scritto: « stai attenta che ti distruggo, vuoi questo? La tua vita vale mille euro». Di messaggi di questo tenore R.M. ne ha ricevuti moltissimi in quasi un anno di tempo. Fossero stati solo quelli forse avrebbe anche potuto non denunciare R.P. che un tempo era stato il suo uomo e che lunedì mattina è stato condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 15 mila euro di risarcimento.

Ma andiamo per gradi La storia tra i due finisce quando lui, sposato con figli, lascia tutto per rifarsi una vita con lei. Poco dopo, complici sospetti e gelosie, la donna mette fine alla relazione. Ma lui non lo accetta. Le manda messaggi minacciosi, in cui la insulta e le chiede di avere rapporti sessuali con lui. La pedina, la fissa in giro per strada. Lo fa con lei, la sua bambina, suo fratello e dei conoscenti. Le lascia una delirante lettera sulla tomba del padre. Arriva a comprare l’appartamento di fronte a quello della donna. «Per dimostrarle che persona ero» dirà ai giudici. Secondo l’avvocato della difesa Valeriano Tascini, l’unico scopo dell’uomo era infatti quello di capire perché era stato lasciato e tornare con la donna di cui era innamorato.

Distrugge l’auto con il punteruolo Anche qualora lo fosse realmente stato, in questo, come purtroppo in molti altri casi, si è trattato di amore malato. Oltre a quanto già detto, lui le distrugge la macchina con un punteruolo da cucina. Un regalino da quasi sei mila euro di danno. Poi le chiederà di poter provvedere al pagamento per rimetterla a posto. Cosi come le chiederà molte volte, a voce e per messaggio di fare un’ ultima volta l’amore con lui. Ma lei non cede. Non lo vuole.

Il tentativo finito in pesante accusa Fin quando un giorno, la segue con l’automobile fin sotto casa, entra con lei nell’ascensore e la prende a schiaffi, poi si introduce in casa sua, e tenta un approccio con lei. Tenta di baciarla e di abbracciarla. L’episodio è costato all’imputato l’accusa di violenza sessuale, per cui alla fine, pur con tutte le attenuanti del caso, è anche stato condannato. Secondo la difesa che ha chiesto a tutti i condomini se quel giorno udirono qualche urlo, l’episodio è controverso, mentre invece per gli altri, tutti ammessi dall’imputato, la spiegazione sarebbe riconducibile alla delusione per essere stato lasciato e al desiderio di tornare indietro.

In aula Il pubblico ministero Gemma Miliani aveva chiesto per l’uomo tre anni di reclusione. La parte civile aveva chiesto un risarcimento di 35 mila euro. La difesa invece l’assoluzione, o il minimo della pena.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.