Con il pronunciamento della Cassazione, finisce l’affaire del buco di bilancio del Comune di Perugia. La quinta sezione penale della Suprema Corte ha infatti rigettato il ricorso presentato dal pubblico ministero Sergio Sottani contro la sentenza di non luogo a procedere emessa dal gip Marina De Robertis nei confronti di Luciano Castellani, all’epoca direttore generale del Comune e Giuliana Vergari, al settore Entrate e Tributi. I due, difesi dagli avvocati Nicola Di Mario e Francesco Falcinelli, si erano sempre proclamati innocenti.
L’accusa Per il pm Serrgio Sottani avevano coperto in maniera irregolare il buco di bilancio del Comune di Perugia da 3,8 milioni di euro. E inizialmente, insieme a loro erano stati indagati anche Giuliana Bazzurri, Stefano Mazzoni, Ugo Mariuccini e Marino Raichini. Anche l’ex sindaco Renato Locchi era stato coinvolto. Tutte posizioni archiviate.
Lo Noce Dopo la Cassazione rimane ora la posizione di Pierluigi Lo Noce, all’epoca direttore della Sorit, la concessionaria che riscuoteva a nome del Comune. La sua posizione deve ancora essere trattata in udienza preliminare.
La reazione del sindaco Boccali «Nella storia del cosiddetto buco di bilancio non sono stati commessi reati da parte di dirigenti e tecnici del Comune. Finalmente, dalla Cassazione arriva la parola fine ad una vicenda che è stata a lungo pretesto per accese polemiche, sulla stampa e nel dibattito cittadino. Se era legittimo che la magistratura sciogliesse ogni dubbio con la sua azione, certamente rispondevano a ragioni di strumentalizzazione politica i tentativi di portare sul banco degli imputati l’Amministrazione comunale nel suo complesso attraverso una struttura che, fino ai suoi livelli più alti, è stata oggetto di critiche, accuse, insinuazioni. Forse non sarebbe male riflettere adesso su quanto un clima del genere possa aver influito sulla serenità di lavoro degli uffici comunali, ad ogni grado, e come ne sia risultata avvelenata la dialettica politica cittadina che dovrebbe sempre essere forte ma costruttiva e propositiva. Né sarebbe inutile ripensare che in tutta questa vicenda ci sono state quattro posizioni già archiviate ed ora il definitivo proscioglimento dei due funzionari in questione. La Cassazione ha detto a chiare lettere che non ci furono reati penalmente perseguibili. E’ una buona notizia per i perugini perché ancora una volta Palazzo dei Priori si conferma luogo di governo trasparente. Nessun governo è immune da errori, naturalmente. E’ sulla correttezza dei suoi atti che non si può transigere».

