di Francesca Marruco

Ha intercettato e intascato ben 800 assegni per un importo di circa 4 milioni di euro destinati ad agricoltori per sovvenzioni europee  un 36enne napoletano, condannato a tre anni di reclusione per ricettazione, falso e truffa, dopo che è stato portato alla luce il suo stratagemma davvero ingegnoso.

Il modus operandi Secondo quanto ricostruito in Aula, M.C. sarebbe quindi l’autore di una maxi truffa ai danni di alcuni agricoltori che avevano avuto accesso  a sovvenzioni comunitarie. La tecnica era quella di intercettare l’assegno, andare ad aprire un libretto postale a nome del reale beneficiario del titolo con un documento falso, versarci prima una somma irrisoria, poi l’assegno rubato. Lasciar passare una ventina di giorni e poi andare a ritirarlo, venendo di fatto in possesso dei soldi. Deve averlo fatto per ben 800 volte, il 36enne campano che ha procedimenti pendenti e conclusi in mezza Italia.

Dove ha preso gli assegni? Il meccanismo truffaldino dell’aprire un libretto postale con un documento falso risulta facilmente comprensibile, rimane invece un punto interrogativo come abbia fatto a procurarsi gli assegni che dovevano essere spediti per posta. In fase investigativa e in fase dibattimentale non è stato ricostruito l’esatto percorso. Che ad aiutare l’uomo fosse una talpa interna alle poste italiane? E’ un’ipotesi. L’altra possibilità è che la talpa fosse all’Istituto Banche Centrali che gli assegni li emetteva. Secondo le parti in causa, appare più quotata la prima ipotesi anche se il passaggio non è mai stato chiarito.

L’accusa Il pubblico ministero Gianluca Proietti ha chiesto per lui una pena di 5 anni, ma il giudice Beatrice Cristiani lo ha condannato a tre per ricettazione, falso e truffa. L’uomo, arrestato ad Isernia per analoghi episodi, a Perugia era stato indagato dalla polizia postale per assegni incassati con falsi documenti negli uffici postali del perugino.  E proprio grazie alle foto segnaletiche che gli vennero fatte al momento dell’arresto ad Isernia, la postale di Perugia lo riconobbe e lo individuò nei filmati degli uffici postali di Perugia e nelle foto dei documenti presentati per aprire libretti postali. Nel capoluogo umbro l’uomo ha anche un altro procedimento pendente.

La difesa L’ avvocato Massimo Brazzi ha già annunciato il ricorso in appello, sottolineando come a Bassano e Chioggia il suo assistito aveva analoghi procedimenti in cui è stato assolto perché i giudici hanno ritenuto di non poterlo condannare sulla comparazione di fotocopie di patenti con quelle di foto segnaletiche. Secondo il legale infatti anche a Perugia doveva essere fatto lo stesso ragionamento dal giudice.

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