di F.M.
Una ex dipendente delle Poste è stata condannata a 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa perché si sarebbe appropriata di parte della pensione di un’anziana donna. Per due volte. E per due volte avrebbe usato quei soldi per comprare dei buoni postali che recano la sua firma. Per questo è stata accusata e condannata per appropriazione indebita, mentre è stata invece assolta dall’accusa di falso in atto pubblico. Ad accorgersi della stranezza, proprio la pensionata che per due volte, a distanza di tempo, ha visto segnata una somma nel suo libretto quando invece doveva riceverne un’altra.
E’ stato un’errore, ho anche restituito i soldi Per difendersi la donna, che si è detta affetta da un forte esaurimento nervoso per dei problemi in famiglia, ha sostenuto di essersi sbagliata a dare quei soldi e di non averlo fatto volutamente. A dimostrazione della sua tesi il fatto che il giorno stesso, almeno secondo la sua versione, avrebbe avvertito il direttore della sua filiale e avrebbe messo l’importo non corrisposto in una busta sigillata per restituirlo poi all’anziana. Cosa che poi sarebbe avvenuta, ma secondo l’accusa, non per volere della donna, ma per volere dell’azienda. La donna difesa dagli avvocati Massimo Lipparini e Maria Antonietta Salis, era anche stata licenziata dopo vent’anni di servizio dopo l’episodio.

