Ilario Castagner (Foto Fabrizio Troccoli)

di Mario Mariano

Difficile, praticamente impossibile che vi sia un episodio della sua carriera o della sua vita che non si conosca: Ilario Castagner, è stato (e continua ad esserlo da anni come opinionista televisivo) uno dei primi comunicatori del mondo del calcio.

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Il racconto Bene, venerdì pomeriggio Castagner durante la presentazione del libro di Federico Sciurpa sul famoso processo sportivo per il presunto illecito nella partita con il Parma nella sala del consiglio della Provincia, ha raccontato un aneddoto nuovo di zecca, che lui stesso ha conosciuto da poco tempo.

La storia Se nella storia del Grifo c’è stata gloria per tutti,  se Castagner ha conquistato tre promozioni e guidato la squadra ad un passo dallo scudetto, l’ incrocio più importante, la svolta della sua carriera non avvenne l’estate del 1974 con l’ assoluzione nel processo di Parma, ma qualche anno prima, quando a salvarlo da un esonero che era stato già deciso, ci pensò nientemeno che Nereo Rocco, detto il Paron, l’allenatore che divenne famoso per aver guidato in serie A una squadra provinciale, il Padova, per passare poi al Milan, facendo man basa di allori nazionali ed internazionali.

L’incrocio fatale Un mercoledì le strade di Rocco e Castagner si incrociarono, campionato De Martino, partita Atalanta- Millan, in campo le cosiddette riserve e qualche giovane. «Giusto al 90′ un mio giocatore riuscì a pareggiare la partita con un calcio di punizione che avevamo provato in allenamento. Quel gol ha cambiato la mia carriera e la mia vita, ero il vice di Corrado Viciani e lui era stato esonerato perchè i risultati non arrivavano, ed anche allora, agli inizi degli anni 70 si usava mandare a casa anche l’ allenatore in seconda. A salvarmi, come mi ha raccontato Ariel Feltri, fratello di Vittorio, e mio grande amico, anche lui giornalista a Bergamo, fu proprio Rocco che rimase colpito dallo schema che avevamo preparato per quella punizione da cui scaturì il gol del pari. A fine partita Rocco parlottò con il presidente dell’ Atalanta e disse: teneteci stretto quel biondino, quello farà strada. In effetti i dirigenti cambiarono opinione su di me, ma non avrei mai pensato che una sola frase di Rocco e quel gol mi avrebbe evitato il ritorno a Perugia, dove forse mi aspettava un posto da geometra al Comune».

Gli amici Anche Cosmi si è lasciato andare ai ricordi dei bei tempi dell’ Arezzo che gli permisero poi di essere scelto da Gaucci per un altro ciclo del Perugia da incorniciare. Un pomeriggio di amarcord anche per Vannini e Novellino, altri protagonisti di un calcio di cui molti hanno nostalgia, anche quelli che non lo hanno vissuto direttamente. Merito dell’ autore del libro e del conduttore della presentazione Renato Borrelli che hanno ‘convocato’ i personaggi giusti per riproporre vicende mai chiarite, come quella del processo di Parma, ma anche sentimenti di paura per una retrocessione a tavolino temuta per una intera estate.  «I dirigenti furono bravi a scegliere gli avvocati giusti – ha ricordato Castagner- , dopo l’assoluzione la squadra prese a volare, praticamente dopo 4 mesi di campionato costruimmo la storica promozione in serie A»

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