L’ingresso della Procura di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

Dopo trentuno anni dalla scomparsa del giudice Paolo Adinolfi, la procura di Perugia torna indirettamente al centro del caso. Questa mattina, giovedì 13 novembre, in via Cristoforo Colombo a Roma sono iniziati i sopralluoghi alla Casa del Jazz con l’ausilio dei cani molecolari per cercare eventuali tracce del magistrato scomparso nel 1994, all’epoca cinquantaduenne. L’iniziativa segue una segnalazione dell’ex giudice Guglielmo Muntoni alla Prefettura di Roma e ha trovato sostegno economico da Confcooperative e dalla Camera di Commercio.

Il collegamento con la procura di Perugia emerge dalle ripetute segnalazioni di Muntoni, che negli ultimi trent’anni aveva informato l’autorità giudiziaria umbra sulla presenza, sotto la Casa del Jazz, di una galleria interrata risalente al periodo della Banda della Magliana. Muntoni ha spiegato che già nel 1994, subito dopo la scoperta della galleria, aveva coinvolto la procura per eventuali scavi, ma i costi e la complessità delle operazioni avevano impedito di intervenire. L’attuale mobilitazione, resa possibile dai fondi recentemente disponibili, riprende dunque un percorso iniziato trent’anni fa e formalizzato attraverso le comunicazioni alla procura di Perugia, secondo quanto riportato da Fanpage.

La Casa del Jazz, nata su un immobile precedentemente sequestrato alla criminalità organizzata e in particolare a Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana, è ora al centro delle ricerche che potrebbero portare alla luce non solo tracce del giudice Adinolfi ma anche documenti, armi o materiali legati a vecchi reati. L’indagine si concentra sul possibile coinvolgimento della galleria interrata come luogo di occultamento e sul contesto criminale e finanziario che il magistrato aveva indagato durante il suo incarico alla sezione Fallimentare del tribunale di Roma.

Il caso resta aperto nonostante l’archiviazione dell’inchiesta negli anni scorsi. La procura di Perugia, pur non essendo titolare delle nuove operazioni a Roma, rappresenta il riferimento storico per le comunicazioni e le segnalazioni che hanno guidato l’iniziativa odierna. L’esame dei reperti e delle eventuali tracce potrebbe fornire elementi utili a fare luce su uno dei misteri giudiziari italiani più longevi, collegando la memoria delle indagini passate con le possibilità investigative contemporanee.

Paolo Adinolfi era un magistrato romano scomparso il 2 luglio 1994, all’età di 52 anni, mentre usciva dalla propria abitazione in via della Farnesina. All’epoca prestava servizio alla Corte d’Appello di Roma e in precedenza aveva lavorato alla Sezione Fallimentare del tribunale, seguendo casi di rilevanza nazionale come i fallimenti della Fiscom e dell’Ambra Assicurazioni, aziende legate a interessi finanziari complessi e a presunti collegamenti con la criminalità organizzata. Tra le figure coinvolte figurava Enrico Nicoletti, ritenuto cassiere della Banda della Magliana e proprietario dell’immobile su cui oggi sorge la Casa del Jazz. Nonostante l’archiviazione dell’inchiesta, il mistero resta aperto: nei decenni successivi sono emerse diverse ipotesi sul suo destino, tra cui la presenza di una galleria interrata sotto la Casa del Jazz, recentemente oggetto di sopralluoghi con cani molecolari a seguito delle segnalazioni dell’ex giudice Guglielmo Muntoni.

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