E’ ancora il pubblico ministero Giuliano Mignini ad essere è al centro di una lettera che il Committee to protect journalists ha inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in cui si legge tra l’altro: «Il CPJ è profondamente preoccupato per le vessazioni da parte di autorità locali subite da giornalisti e testate che criticano l’inchiesta ufficiale sul brutale assassinio avvenuto a Perugia nel novembre 2007 della studentessa britannica in scambio culturale Meredith Kercher. Il CPJ è particolarmente turbato dalla manifesta intolleranza alle critiche dimostrata dal pubblico ministero di Perugia Giuliano Mignini, che ha avviato – o ha minacciato di avviare – procedimenti penali nei confronti di singoli reporter, scrittori e testate, sia in Italia sia negli Stati Uniti, tanto in relazione all’indagine sul delitto Kercher quanto a quella sui delitti seriali del mostro di Firenze».
Azioni repressive «Il CPJ è preoccupato in particolare – si legge ancora nelle cinque pagine di missiva – per l’impatto che le azioni repressive esercitate dalle autorità di Perugia hanno sui reporter locali o su singoli autori di blog su Internet, privi del sostegno e della tutela di grandi testate. Tali soggetti sono i più vulnerabili a rappresaglie ufficiali per il loro lavoro, incluse azioni legali e aggressioni fisiche. Mentre l’appello degli imputati – la studentessa statunitense Amanda Knox e lo studente italiano Raffaele Sollecito – prosegue presso la Corte di Assise di Appello di Perugia, ci rivolgiamo a Lei perché assicurai a giornalisti, scrittori e blogger la possibilità di riferire e commentare il procedimento in tutta libertà e senza il timore di rappresaglie».
Il caso di Sfarzo« Tra i casi che sono giunti all’attenzione del CPJ ne spicca uno in particolare, a causa delle azioni abusive esercitate da membri della Squadra Mobile per punire un individuo che aveva espresso critiche sull’inchiesta ufficiale del delitto Kercher. Il reporter freelance locale Frank Sfarzo ha creato il suo blog in lingua inglese Perugia Shock nel 2007, alcuni giorni dopo il brutale omicidio in questione. Sfarzo, trovandosi a Perugia, si è interessato al caso fin dal principio, inserendo nel suo blog notizie e commenti sulla vicenda. Sfarzo ha criticato con regolarità quelle che considerava lacune nell’indagine sul caso Kercher, usando in qualche occasione termini severi per esprimere il suo punto di vista». Nella lettera vengono citati anche Mario Spezi, e altri giornalisti che si sono occupati dell’omicidio di Meredith Kercher e dei delitti del mostro di Firenze.
La richiesta a Napolitano «Signor Presidente- si legge in conclusione La preghiamo di assicurare a reporter e scrittori la possibilità di non avere paura di scrivere, commentare e criticare le attività delle autorità di Perugia. Cosa che assume particolare urgenza ora che l’appello dei due imputati nel caso Kercher sta per avere luogo nel tribunale perugino. La preghiamo anche di intervenire affinché l’azione legale contro il blogger perugino Frank Sfarzo siaimmediatamente annullata e che investigatori esterni siano assegnati a un’indagine sulle azioni abusive a suo danno perpetrate da agenti della Squadra Mobile il 28-29 settembre 2010. Facciamo inoltre appello a Lei, nella sua veste di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, affinché ai pubblici ministeri di Perugia, compreso Mignini, non sia possibile utilizzare il reato di diffamazione come il proverbiale «uomo nero» da sollevare contro i loro critici. È inaccettabile che giornalisti, blogger e scrittori da ambo i lati dell’Atlantico debbano sentirsi censurati e costretti a non trattare argomenti di pubblico interesse quali il caso Meredith Kercher o i delitti del Mostro di Firenze, a causa dell’incapacità del pubblico ministero Mignini di tollerare i giudizi sul suo operato che derivano dal suo ruolo pubblico. È inoltre impensabile che giornalisti statunitensi, che hanno scritto in passato dell’Italia e amano questo Paese, non osino tornarvi per il timore di essere arrestati».

