di Francesca Marruco
Hanno letteralmente setacciato il laghetto dentro il campo d’addestramento per cani al cinghiale dove sono stati trovati i resti umani. Lo hanno fatto i vigili del fuoco di Perugia esperti in tecniche fluviali insieme ai sommozzatori arrivati da Ancona. Si sono immersi e hanno cercato, quasi sperando di imbattersi in un cadavere. Hanno anche usato una sorta di robot che con una telecamera rileva la presenza di corpi estranei. Ma in quel laghetto melmoso oltre a rami, tronchi e fango non c’era altro. Né altri parti del cadavere, né il cadavere per intero.
Cosa fare ora? A questo punto gli inquirenti che hanno battuto la zona boschiva all’interno della riserva palmo a palmo dovranno decidere sul da farsi. Dopo quattro giorni di ricerche incessanti dovranno decidere se continuare e dove, oppure cosa altro fare. All’interno del recinto da cui sono saltati fuori un braccio e una gamba è stato controllato ogni metro. Oltre al femore scarnificato però, individuato nella parte opposta rispetto agli arti, non è stato trovato null’altro. Lì intorno è il bosco si estende per molti chilometri.
Domande senza risposte Il giallo del monte Tezio non accenna a sgonfiarsi dunque, anzi promette di ingrandirsi. Che il cadavere, o parte di esso, sia stato mangiato dai cinghiali che vivono nel campo d’addestramento è un dato quasi certo, visto come erano ridotti i resti del braccio sinistro e della gamba destra trovati. Ma i cinghiali possono aver mangiato un essere umano per intero, lasciando qualche residuo qua e la? E dove sono finiti i vestiti? Tra i cacciatori c’è chi dice che il cinghiale mangia ma non trascina. Chi allora avrebbe potuto lasciarli lì? E dove sono gli altri pezzi del cadavere?
Lista scomparsi I carabinieri del nucleo investigativo di Perugia coordinati dal pm Claudio Cicchella stanno controllando le liste degli scomparsi, non solo quelli della regione. Ma con solo un braccio e una gamba, appare molto difficile qualsiasi soluzione del mistero. Per ora quindi si va avanti a 360 gradi.

