La recente fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno, annunciata ufficialmente nei giorni scorsi, ha destato preoccupazioni tra i sindacati umbri. Cgil e Cisl, insieme alle categorie Filcams e Fisascat, hanno espresso giovedì in una nota dubbi sull’impatto che questa operazione potrebbe avere sul territorio regionale, soprattutto in termini di occupazione e sviluppo economico. La fusione darà vita a una nuova realtà cooperativa, «Unicoop Etruria», che sarà diretta dalla Toscana, segnando così per Cgil e Cisl un allontanamento del centro decisionale dall’Umbria. Secondo i sindacati, questa riorganizzazione potrebbe ridurre il peso della regione nei processi decisionali, generando incertezza per il futuro dei lavoratori e delle attività locali.
Le preoccupazioni Uno dei punti critici riguarda la controllata “Superconti” e i suoi dipendenti a Terni, oltre al magazzino gestito dalla società Medei. Anche le sedi e i magazzini di Castiglione del Lago potrebbero subire conseguenze, nonostante le rassicurazioni ricevute a livello nazionale. Cgil e Cisl chiedono chiarezza sulle eventuali riorganizzazioni, temendo esternalizzazioni o tagli che potrebbero mettere a rischio i posti di lavoro. Cgil e Cisl Pur condividendo la necessità di rilanciare la cooperativa e garantirne la sostenibilità, sottolineano che ogni scelta deve essere accompagnata dalla tutela dell’occupazione e dalla salvaguardia del perimetro commerciale esistente. Per questo motivo, i sindacati chiedono di avviare in tempi rapidi un confronto con la cooperativa e con le istituzioni, a partire dalla Regione Umbria, per definire soluzioni che proteggano il territorio e i suoi lavoratori.
