Le forze dell’ordine martedì all’esterno della struttura

di Dan.Bo.

Tornano ad accendersi i riflettori sulla palazzina ex Enel di Fontivegge. Dalle prime ore di martedì le forze dell’ordine, insieme a vigili del fuoco e pronto intervento sociale, sono entrate nell’immobile per verificare l’eventuale presenza di abusivi. All’interno della struttura non è stato trovato nessuno, ma sono stati rinvenuti ulteriori segni di bivacco rispetto all’ultimo controllo, fatto circa due mesi fa. L’accesso interforze rientra infatti nel monitoraggio di alcuni locali della zona, con un focus particolare su abusivismo e consumo di droga. Presenti anche rappresentanti della società di Milano che gestisce la struttura e che, in mattinata, ha provveduto a sistemare altre grate per impedire accessi abusivi. A segnalare luci durante le ore notturne e movimenti sospetti all’interno della palazzina negli ultimi tempi sono stati residenti e personale della sicurezza della stazione ferroviaria.

Controlli «L’accesso – dice a Umbria24 Antonio Donato, consigliere M5S con delega alla sicurezza – rientra nell’attività di scambio di informazioni, che vengono poi messe a disposizione delle forze dell’ordine, tra cittadini e istituzioni; il tutto nell’ottica della massima collaborazione». Nei giorni scorsi una serie di controlli sono stati fatti anche all’Ottagono, dove c’è uno studentato di Adisu. Nel corso del sopralluogo Comune e forze dell’ordine hanno parlato con residenti e attività commerciali per capire se possono essere implementate anche altre misure, come l’installazione di ulteriori telecamere o il potenziamento dell’illuminazione. Riguardo allo studentato, sono state fornite ulteriori rassicurazioni sul fatto che l’ingresso, anche grazie al portiere, è consentito solo a studentesse e studenti, escludendo possibili viavai sospetti.

Lo Sdi Il tema della sicurezza resta intanto al centro anche del dibattito politico a Palazzo dei Priori. Il consiglio comunale ha approvato lunedì con 21 voti a favore e 5 astenuti un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegna la giunta ad attivarsi per consentire alla polizia locale di accedere allo Sdi, il Sistema d’indagine interforze. L’obiettivo, come spiegato dallo stesso Donato, è rafforzare il lavoro degli agenti sul territorio: oggi infatti, non potendo consultare direttamente la banca dati, «non è in grado di verificare la situazione personale di eventuali individui fermati, con la conseguenza di dover rivolgersi alla questura aumentando i tempi delle procedure».

Iniziative simili Nel documento si ricorda anche che in altri comuni italiani sono già stati avviati protocolli simili, segno che la misura è considerata praticabile. Per questo si chiede al Comune di avviare un confronto con ministero dell’Interno, prefettura e questura e di definire un percorso tecnico che stabilisca modalità di accesso, controlli e formazione del personale, oltre a garantire il rispetto delle norme sulla privacy.

Il dibattito Durante la discussione in aula non sono mancate posizioni diverse. Dalla maggioranza è arrivato un sostegno convinto alla proposta, vista come uno strumento utile per migliorare la sicurezza. Nicola Paciotti (Pd) ha parlato di un «cambio di passo» già avviato dall’amministrazione, mentre Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha ribadito la necessità di un approccio integrato, che non si limiti alla repressione ma coinvolga anche i servizi sociali. Dall’opposizione sono emerse invece alcune perplessità. Margherita Scoccia ha sottolineato che l’accesso al sistema potrebbe richiedere modifiche più ampie a livello nazionale e ha invitato a valutare meglio la fattibilità della proposta. Sulla stessa linea anche Edoardo Gentili e Chiara Calzoni, che hanno evidenziato la mancanza di un approfondimento in commissione e la necessità di coinvolgere i vertici della polizia locale prima di procedere.

Benzina sul fuoco Nilo Arcudi ha invece parlato di una percezione diffusa di insicurezza, soprattutto in alcune zone come il centro storico e Fontivegge, mentre Augusto Peltristo ha sottolineato come le diverse visioni tra maggioranza e opposizione rendano il confronto più acceso. Di segno opposto Francesca Pasquino, che ha accusato l’opposizione di «gettare benzina sul fuoco della paura», ribadendo che servono strategie di medio e lungo periodo. In chiusura Donato ha difeso l’impostazione dell’atto, spiegando che punta a migliorare la collaborazione tra corpi di polizia e a rendere più efficace il lavoro sul territorio. Secondo il consigliere, inoltre, la situazione della sicurezza in città non è in peggioramento, ma mostra segnali positivi anche grazie all’impegno delle forze dell’ordine.

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