di Fra.Mar.

Feci di topo. E’ questo che nel novembre del 2008 militari del Nas avevano rilevato all’interno del magazzino di un punto  vendita del Lidl di Perugia. I militari del Nas sequestrarono il magazzino in questione in cui erano stoccati prodotti alimentari destinati a vendita. Inizialmente insieme al magazzino fu sequestrato anche tutto il resto, poi il sequestro venne ridotto soltanto al magazzini. E il tutto  venne bonificato. Lunedì mattina in aula hanno testimoniato i militari che avevano fatto quella scoperta.

Il responsabile del punto vendita perugino ha  oblato 23mila euro, assumendosi di fatto, secondo l’altro imputato, il legale rappresentante dei punti vendita Lidl Italia, la responsabilità. Il suo processo è finito lì. Mentre l’altro imputato, che dice che non poteva sapere cosa accadeva nel punto vendita di Perugia, essendo lui il legale rappresentante di oltre 100 negozi in Italia, vuole arrivare fino in fondo e dimostrare la sua estraneità.

Intanto, secondo il legale Francesco Gatti che lo difende,c’era una procura notarile che dava poteri molto ampli al responsabile del punto vendita che ha risolto il sue destino processuale diversamente. Inoltre, sempre secondo la difesa, aveva a disposizione grosse somme di denaro per prevedere derattizzazioni. Per l’accusa però il legale rappresentante dell’azienda, in quanto tale, risponde di ciò che accade nell’azienda. In tutte le sue sedi. Il processo è stato infine rinviato al prossimo ottobre.

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