Merci pronte per essere spedite

Quanto è esposta l’economia dell’Umbria alla guerra commerciale che gli Stati Uniti di Donald Trump hanno iniziato? Una domanda a cui Il Sole 24 Ore del lunedì prova a dare una risposta partendo dal bilancio dell’export 2024 appena pubblicato dall’Istat, che nel caso dell’Umbria è valso 5,9 miliardi di euro tra le due province, precisamente quasi 4,3 miliardi il valore delle merci spedite all’estero da quella di Perugia, mentre si attesta intorno a 1,6 miliardi quello delle produzioni made in provincia di Terni e inviate fuori dai confini nazionali. Se l’export umbro vale complessivamente 5,9 miliardi (+5,3 per cento sul 2023) la quota destinata agli States gira intorno ai 734 milioni di euro(+9,8 sul 2023 quando ci si era fermati a 668 milioni), con un impegno delle aziende con sede in provincia di Perugia decisamente più rilevante, cubando 678 milioni, ovvero oltre il 90 per cento della partita complessiva.

Per dare una stima dell’impatto che i dazi potrebbero avere, il quotidiano economico elabora una classifica delle province incardinata sulla rilevanza dell’export (verso tutti i paesi) in base al Prodotto interno lordo del territorio. In questo senso, Perugia e Terni si trovano nel terzo dei quattro gruppi elaborati, che un ordine di rischio che è decrescente, ed entrambe hanno una quota export sul Pil inferiore alla media italiana, che si attesta al 31,1 per cento, inteso come 31,1 euro di merce venduta all’estero ogni 100 euro di valore aggiunto prodotto nel territorio. Il rapporto è più alto nella provincia di Terni, dove l’export vale il 27,4 per cento del Pil, ma qui tuttavia la quota di spedizioni di merce negli Stati Uniti è decisamente contenuta, rappresentando il 3,5 per cento delle esportazioni. In provincia di Perugia, l’export ha un tasso calcolato sul Pil appena inferiore, ovvero 23,3 per cento, ma c’è un’esposizione molto più significativa verso gli Usa, che assorbono il 15,8 per cento delle esportazioni di questo territorio.

Il Sole 24 Ore ha poi elaborato dieci mini classifiche per altrettante macro tipologie di prodotti, dai metalli alla farmaceutica fino all’alimentare, indicando per ciascun settore le cinque province che esportano maggiormente negli States: l’Umbria compare soltanto in una top cinque con la provincia di Perugia, cioè in quella del tessile e dell’abbigliamento, che nel 2024 ha inviato merci negli Usa per 227,5 milioni di euro, peraltro in crescita del 19,4 per cento, perché nel 2023 ci si era fermati a 190 milioni circa.

Un’analisi diffusa lunedì mattina dall’Aur, poi, segnala che la voce di export verso gli Usa più rilevante resta quella dei macchinari e delle apparecchiature che vale 273 milioni di euro, ma che ha registrato una flessione di circa l’1 per cento (nel 2023 era 276 milioni). Il valore di bevande e alimentari spediti negli Stati Uniti lo scorso anno è stato di circa 70,6 milioni di euro, ma qui si registra una flessione del 16 per cento (era oltre 84 milioni). A crescere, invece, è l’export verso gli Usa di autoveicoli, rimorchi, semirimorchi e altri mezzi di trasporto, che ha raggiunto i 44,7 milioni di euro con una crescita del 63,5 per cento (era 27,5 milioni). Segno più anche per i mobili spediti negli States, che nel 2024 hanno cubato 14,2 milioni in crescita del 7,5 per cento (era 13,2 milioni) e per i prodotti metallurgici che hanno sfondato, seppur di poco, il muro dei 10 milioni portando realizzando un incremento del 26,5 per cento (era 7,9 milioni).

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