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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 23:48

Dopo il dissequestro la Bolla Papale del ‘700 torna nella mani del parroco del paese

Restituita anche la lettera del vescovo di Spoleto dello stesso periodo. Entrambe le pergamene trovate nelle mani di un collezionista

Uno de documenti recuperati

Una bolla papale di Benedetto XIV del 1749 e una lettera del Vescovo di Spoleto del 1787 riconsegnate al parroco della Collegiata di San Michele Arcangelo di Bevagna, don Claudio Vergini. Le due preziose pergamene erano state sequestrate nel 2020 a un collezionista perugino denunciato per ricettazione e negli ultimi giorni è arrivato il dissequestro della Procura di Perugia, che ha così permesso alla Curia di rientrare in possesso dei documenti. Gli antichi manoscritti analizzati dai funzionari della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria sono stati dichiarati di notevole valenza storico-documentale per il loro particolare contenuto: la Bolla Papale dispone l’assegnazione al chierico Simone Santamaria della titolarità della Cappellania Franchini nella Collegiata di San Michele Arcangelo di Bevagna, mentre l’altra pergamena è una lettera del vescovo di Spoleto, Francesco Maria Locatelli (Martorelli Orsini), con cui viene comunicata la nomina del Chierico accolito Carlo Ugolini (di Bevagna) a rettore del beneficio nella Chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo di Bevagna. Le due lettere, in origine, erano conservate nell’archivio documentale della Collegiata, come documentato dalle annotazioni riportate sui registri parrocchiali più antichi, oggi conservati presso l’ufficio storico comunale in seguito alla requisizione imposta con il decreto Pepoli del 1860, al fine di costituire l’Ufficio di Stato civile di Bevagna.

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