di F.M.
Dichiaravano redditi molto più bassi del reale o omettevano di includere le proprietà immobiliari o i titoli di stato che avevano per accedere a prestazioni sociali agevolate quali assegni di assegni familiari per figli minori, riduzione di tariffe per mense scolastiche, borse di studio e forniture di libri di testo, rette per asili nido. 29 di loro, tutti residenti in alcuni comuni del ternano sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per uso di atti falsi e indebita percezione di erogazioni economiche.
Controlli a campione Le fiamme gialle, che hanno condotto un controllo a campione su 150 richieste, hanno accertato che in otto casi i sottoscrittori delle richieste avevano indicato un reddito molto al di sotto di quanto effettivamente percepito per poter usufruire dei benefici sociali senza sostenere alcun onere economico con una riduzione della quota realmente dovuta. Negli altri casi invece gli scriventi avevano omesso l’individuazione di valori patrimoniali mobiliari quali disponibilità nei conti correnti o titoli di Stato e, addirittura, partecipazioni in società. Per la finanza è stato importante l’uso dei terminali collegati a numerose banche dati, non ultima quella dell’ Anagrafe Tributaria, che permettono di incrociare una serie di dati e di disegnare l’esatta situazione reddituale e patrimoniale del richiedente del beneficio.
Segnalazioni anche ai Comuni 10 casi si riferiscono a soggetti residenti a Terni Sangemini e Ferentillo, altri 10 a soggetti del circondario di Amelia, i restanti 9 casi alla zona dell’Orvietano. Nella rete delle fiamme gialle è finito anche un cittadino di origine extracomunitaria che ha indebitamente fruito di una borsa di studio per lo scorso anno accademico universitario a Perugia. La Guardia di Finanza ha segnalato le irregolarità anche ai Comuni che hanno corrisposto il beneficio, per il recupero delle somme indebitamente risparmiate dai contribuenti e per l’irrogazione delle sanzioni amministrative.

