In occasione della richiesta della VI Commissione Finanza e Tesoro del Senato di presentare contributi sul Decreto carburanti (DL 18 marzo 2026 n. 33), Movimento Consumatori ha trasmesso le proprie osservazioni e proposte di emendamento, con l’obiettivo di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e garantire trasparenza, equità e protezione sociale.
L’associazione sottolinea che il provvedimento, pur rappresentando un primo passo necessario, mostra un approccio eccessivamente emergenziale e settoriale. Il contributo di MC mira a trasformare il decreto in un vero e proprio pilastro di stabilità, fondato su tre principi cardine: trasparenza, equità e protezione sociale.

Secondo Movimento Consumatori è indispensabile superare la logica dei decreti “spot”, come la riduzione temporanea delle accise, e adottare meccanismi automatici, quali l’accisa mobile, in grado di restituire ai cittadini l’extra-gettito IVA generato dall’inflazione. È altrettanto urgente istituire un Prezzo di Riferimento Sociale (PRS), un tetto massimo ai prezzi dei carburanti basato sui costi reali di produzione e non sulle oscillazioni speculative, per proteggere il diritto alla mobilità, specialmente dei soggetti più vulnerabili.

L’associazione sottolinea inoltre l’importanza di trasformare il monitoraggio dei prezzi da un’attività puramente statistica a un vero e proprio controllo sociale, coinvolgendo le associazioni dei consumatori come sentinelle territoriali con poteri di segnalazione qualificata e corsie preferenziali presso le autorità competenti. Le tutele previste dal provvedimento per le imprese, attraverso crediti d’imposta, dovrebbero essere estese anche ai consumatori finali, riconoscendo il valore sociale e professionale della mobilità pendolare.

Le proposte mirano a introdurre strumenti di flessibilità e ammortizzatori automatici in grado di ridurre l’esposizione dei cittadini agli shock geopolitici e alle manovre speculative, offrendo certezze ai bilanci familiari e trasferendo il peso della crisi energetica dalle famiglie alle società petrolifere. Infine, la standardizzazione della comunicazione dei prezzi e l’indicazione chiara del PRS sono fondamentali per ridurre l’asimmetria informativa e restituire al consumatore il potere di scelta consapevole.
Per MC, il Parlamento ha oggi l’occasione storica di intervenire sulle cause strutturali dell’instabilità dei prezzi, sancendo il principio che energia e mobilità sono beni comuni da proteggere da ogni forma di abuso speculativo.

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