Un massiccio attacco informatico ha colpito alcune delle principali aziende mondiali, tra cui Qantas, Disney, Google, Ikea, Toyota e McDonald’s, portando alla diffusione online di milioni di dati personali. L’incidente, avvenuto a luglio, ha interessato i database gestiti da Salesforce, piattaforma di gestione clienti (Crm) utilizzata da numerose multinazionali. Solo la compagnia aerea australiana Qantas ha confermato che le informazioni di circa 5,7 milioni di clienti sono finite in rete.

L’episodio, che rientra in una più ampia campagna di cyberattacchi, richiama l’attenzione di tutti gli utenti della rete. Pur non risultando segnalazioni specifiche da parte delle autorità umbre per la compromissione di dati finanziari o numeri di passaporto, esperti di sicurezza informatica avvertono che nomi, email e numeri di telefono potrebbero essere utilizzati per frodi d’identità o phishing mirato.

Secondo gli analisti, dietro all’attacco ci sarebbe il gruppo di hacker Scattered Lapsus$ Hunters, noto per campagne di estorsione digitale su scala globale. Il fenomeno mette in evidenza quanto le infrastrutture digitali siano vulnerabili e quanto sia cruciale rafforzare le difese informatiche anche a livello locale, dalle amministrazioni pubbliche alle piccole e medie imprese fino ai singoli.

Gli esperti raccomandano precauzioni concrete: aggiornare sistemi e password, prestare attenzione a email sospette e adottare strumenti di protezione informatica. L’obiettivo è limitare il rischio di furto di dati e utilizzi illeciti, proteggendo informazioni personali e sensibili.

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