Segnali positivi per l’accesso al credito da parte delle famiglie viene registrato mediamente in Italia, ma in controtendenza con quanto sta accadendo in Umbria. Nel ‘Cuore verde’ i prestiti totali allo scorso mese di settembre segnano un -1,6%. La riduzione è principalmente evidente per i prestiti alle imprese che segnano un -2,2%. Mentre i prestiti alle famiglie segnano un 0,9%.
A confermare la tendenza c’è anche una sostanziale riduzione dei depositi totali, ovvero quelli delle imprese e delle famiglie che per l’Umbria segnano un -1,2%. Significa che le imprese preferiscono fare leva sulle proprie liquidità invece che rivolgersi al credito.
I dati sono quelli forniti dall’Abi che registra in Italia un incremento complessivo dello 0,4% dei prestiti alle famiglie con una oscillazione dello 0,1% e fino al +1,5% in Puglia. Nell’area del Nord l’incremento è pari allo 0,3%, al Centro dello 0,2% e al Sud del 1%. Calano insieme all’Umbria anche le Marche con un -1,4%, la Valle d’Aosta, la Campania con un -1,1%.
Per quanto riguarda il credito alle imprese a settembre il calo generalizzato registrava una media del 2,8%, con picchi più bassi in Veneto e in Friuli, rispettivamente del -7,4% e -7,7%, poi Valle d’Aosta con -6,1%, Molise – 5,7% e Marche – 5,5%.
I depositi totali a settembre sono scesi dello 0,7%, in Emilia Romagna il calo è stato del’1,4%. Dopo l’Umbria che come detto registra un calo dell’ 1,2% c’è la Toscana con un -1,8%.
