L'ex patron del Perugia Leonardo Covarelli

di Francesca Marruco e Daniele Bovi

L’interrogatorio di Leonardo Covarelli in programma questa mattina davanti al pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, che lo indaga con l’ipotesi di bancarotta fraudolenta in merito al fallimento del Perugia Calcio e della Mas Immobiliare, è stato aggiornato al 28 dicembre prossimo.

La Mas immobiliare Questa mattina, negli uffici della Procura di Perugia, l’ex patron del Perugia Calcio, accompagnato dal suo legale Gianni Spina, ha risposto a tutte le domande che il pm gli ha fatto in merito alla società Mas. Secondo quanto riferito dallo stesso legale, il tema Perugia Calcio non è ancora stato affrontato. La Mas, fallita quest’estate insieme al Perugia con due diverse sentenze emesse dal giudice Rana, altro non era che l’immobiliare di Leonardo Covarelli che deteneva il cento per cento delle azioni del Perugia calcio.

Le risposte dell’ex patron biancorosso Leonardo Covarelli avrebbe risposto a quanto chiesto dal magistrato, ricostruendo moltissime operazioni immobiliari. Il legale dell’ex numero uno del Grifo fa notare inoltre come sia stato lo stesso Covarelli a chiedere di essere ascoltato non appena saputo che c’era un indagine in corso su di lui. Questa di oggi è infatti già la seconda volta che Covarelli sale le scale della Procura di Perugia per parlare con il magistrato che lo indaga per bancarotta fraudolenta.

Presentati alcuni documenti Covarelli, sempre secondo quanto riferito dall’avvocato Spina, avrebbe prodotto documenti che provano come il suo assistito avrebbe investito nel Perugia Calcio i suoi risparmi personali. Covarelli aveva già riferito al magistrato di aver disinvestito tutti i suoi risparmi personali che ammontavano a un milione e 500 mila euro per iscrivere la squadra al campionato 2009/2010.  Covarelli avrebbe anche venduto la sua casa di 250 mq in via delle Prome per salvare la squadra perugina. Di qui la volontà di dimostrare l’assoluta bontà delle sue azioni. Per la Guardia di Finanza e il pm Giuseppe Petrazzini però la storia sarebbe totalmente diversa.

La sentenza di fallimento della Mas La sentenza del giudice Rana a proposito della Mas fu particolarmente dura. In più occasioni Covarelli sostenne come gli immobili «liberi» valessero almeno il doppio dei debiti. Rana però fu di diverso avviso. Secondo l’ultimo bilancio depositato (risalente al 30 giugno 2008) i debiti ammontano a 70 milioni e 200mila euro. In un passaggio della sua sentenza il giudice parlò di vera e propria «esplosione del passivo negli ultimi due anni»: i debiti con le banche salgono da 5 a 44 milioni di euro, quelli verso i soci valgono 7 milioni, quelli verso i fornitori quasi un milione mentre quelli «non ben specificati» salgono da 41mila euro a 4 milioni e 300mila euro. Tutto ciò a fronte di un «attivo reale che appare inconsistente e composto per lo più da poste di natura finanziaria». A tutto ciò, così come per il Perugia Calcio, c’era da aggiungere il bombardamento di protesti, pignoramenti, ipoteche e procedure esecutive pendenti. Un passaggio particolarmente duro riguarda l’attività della Mas. Secondo Rana infatti nel 2006, 2007 e 2008 «la società ha ampliato a dismisura la propria attività senza essere dotata di patrimonio netto sufficiente».

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