Con la legge 26 del 28 febbraio, di conversione del decreto legge “milleproroghe”, si è intervenuti sulla disciplina degli incentivi alle assunzioni, prorogando e rimodulando alcune agevolazioni contributive già previste negli anni precedenti.
Per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di giovani che non siano mai stati occupati stabilmente, la norma prevede che per i contratti stipulati dal 1° gennaio al 30 aprile 2026 l’esonero contributivo a favore del datore di lavoro sia pari al 70 per cento dei contributi previdenziali complessivi a suo carico, per un periodo massimo di 24 mesi. Il beneficio è riconosciuto nel limite di 500 euro mensili. L’aliquota può salire al 100 per cento esclusivamente nel caso in cui l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, da verificare rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Nelle regioni ricomprese nella Zes unica, tra cui rientra anche l’Umbria, il massimale mensile è elevato a 650 euro.
Terminato il periodo agevolato previsto fino al 30 aprile 2026, in assenza di ulteriori interventi normativi tornerà ad applicarsi il regime strutturale introdotto dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205, che riconosce per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 30 un esonero pari al 50 per cento dei contributi previdenziali, nel limite massimo di 3.000 euro annui, per un periodo massimo di 36 mesi. Tale disciplina ordinaria non richiede il requisito dell’incremento occupazionale netto.
Sempre con riferimento alla Zes unica, la legge n. 26 del 2026 ha prorogato, per i datori di lavoro con meno di dieci dipendenti, l’incentivo destinato all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori ultra 34enni disoccupati da almeno 24 mesi. Anche in questo caso, per le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026, l’esonero è pari al 70 per cento dei contributi a carico del datore di lavoro, elevabile al 100 per cento in presenza di incremento occupazionale netto, con un massimale che nelle regioni della Zes unica è fissato a 650 euro mensili.
La proroga più ampia riguarda l’incentivo per l’assunzione di donne in condizioni di svantaggio, confermato fino al 31 dicembre 2026. L’esonero è pari al 100 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 24 mesi, entro il limite mensile previsto dalla normativa vigente. Il beneficio si applica alle donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 6 mesi se residenti nelle regioni ricomprese nella Zes unica, nonché nei casi di impiego in settori caratterizzati da una marcata disparità occupazionale di genere, secondo quanto individuato annualmente con decreto ministeriale.
Per valutare l’impatto potenziale di queste misure in Umbria è utile richiamare i principali indicatori del mercato del lavoro. Secondo i dati Istat relativi alla media annua 2024, il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni in Umbria si colloca poco sopra il 65 per cento, valore superiore alla media nazionale, che nello stesso anno si attesta intorno al 62-63 per cento. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), sempre secondo Istat, si mantiene su livelli significativamente più elevati rispetto a quello complessivo, con oscillazioni attorno o superiori al 20 per cento nel corso dell’anno, a seconda dei trimestri considerati.
Un altro elemento strutturale riguarda la disoccupazione di lunga durata. Istat rileva anche per l’Umbria una quota rilevante di persone in cerca di lavoro da oltre 12 mesi sul totale dei disoccupati, dato che segnala difficoltà di reinserimento per chi resta a lungo fuori dal mercato del lavoro. Si tratta di un aspetto che rende particolarmente significativa, per il tessuto produttivo regionale composto in larga parte da piccole e medie imprese, la presenza di incentivi condizionati all’incremento occupazionale netto.
Nel complesso, le misure prorogate fino al 2026 delineano un sistema di agevolazioni temporanee più favorevole rispetto al regime strutturale, soprattutto nelle regioni ricomprese nella Zes unica. La loro effettiva incidenza sull’occupazione in Umbria dipenderà dalla capacità delle imprese di utilizzare gli strumenti disponibili entro le scadenze fissate dalla legge e dall’eventuale stabilizzazione o rifinanziamento delle risorse negli anni successivi.
