Dopo oltre cinque secoli, la Pinacoteca comunale di Città di Castello celebra il restauro integrale della pala di Santa Cecilia, riconosciuta come opera di Luca Signorelli grazie a un complesso intervento multidisciplinare. La pala, attribuita per anni alla scuola signorelliana e in passato svalutata dalla critica, rivela ora la mano predominante del maestro rinascimentale. Il restauro, durato circa un anno e finanziato da eCampus Università tramite Art bonus, ha coinvolto un team di esperti sotto la supervisione della Soprintendenza dell’Umbria.
Storia e rivalutazione Destinata inizialmente al Louvre e poi scampata al trasferimento per le sue grandi dimensioni (l’opera è 2 metri per 3), la pala di Santa Cecilia era stata pesantemente ritoccata nel tempo, al punto da nascondere i dettagli originali. Solo le indagini scientifiche e l’analisi stilistica hanno permesso di attribuirla definitivamente a Signorelli, smentendo la tesi del critico Mario Salmi che la associava a un minore eugubino.
Restauro e scoperte Condotto da Paolo Pettinari (pellicola pittorica), Marco Santi (supporto ligneo) e Francesca Rosi (indagini scientifiche), il restauro ha restituito la brillantezza originaria dell’opera, esaltando la vivacità cromatica tipica di Signorelli. Rivelati dettagli nascosti come il Gesù Bambino senza perizoma, i piedi nudi della Vergine e la bellezza autentica delle sante Cecilia e Caterina.
Importanza artistica e culturale Secondo Tom Henry, massimo esperto di Signorelli, la pala rappresenta un momento cruciale della tarda attività dell’artista, essenziale anche per comprendere l’influenza sul giovane Raffaello. Oggi, l’opera torna a essere un simbolo della prolifica attività di Signorelli a Città di Castello, dove iniziò come allievo di Piero della Francesca.
Valore per la comunità La cerimonia di presentazione ha evidenziato l’impatto culturale e turistico dell’iniziativa, arricchendo il patrimonio museale locale che già vanta opere di Raffaello e Burri. Il restauro, seguito in tempo reale da cittadini e scuole, ha sottolineato il successo della sinergia pubblico-privato, auspicando un continuo mecenatismo per la valorizzazione dei beni culturali.











