Depositate le motivazioni della Cassazione per Rudy Guede (Foto F.Troccoli)

Meredith Kercher è stata vittima di una «forza brutale e prevaricatrice di una plurima, collettiva condotta che rivela nei suoi tristi protagonisti la volontà orgiastica di dare sfogo agli impulsi criminali più perversi». Lo mette nero su bianco la Cassazione nelle motivazioni con le quali spiega il perché lo scorso 16 dicembre, ha reso definitiva la condanna a 16 anni di reclusione nei confronti dell’ivoriano Rudy Guede, condannato in concorso con Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher.

«Movente sessuale» e  «partecipazione di più persone» In particolare, la Prima sezione penale, nelle motivazioni contenute nella sentenza 7195, conferma il «movente sessuale» e la «partecipazione di più persone» alla barbara uccisione della studentessa inglese tale da «destare un profondo senso di sbigottimento, ripugnanza e disprezzo in ogni persona di moralità media». Nel dettaglio, la Suprema Corte, parlando del ruolo del cestista ivoriano, rileva che «il contributo di Guede si situa in un contesto di violenza crescente e di qualche durata che non può certo ritenersi eccezionale, improvvisa, meramente occasionale tale da non fare perdere, come conseguenza di una violenza così decisamente polarizzata all’atto sessuale in seguito ad una pluralità di ecchimosi e ferite provocate dall’uso del coltello, il possibile sbocco mortale delle azioni». Dopo queste premesse, rimarca la Cassazione, «il ragionamento del giudice di merito si salvaguarda pienamente da critiche assertivamente di legittimità, in realtà di merito, e di conseguenza perdenti».

Restano i futili motivi Nulla da fare nemmeno sulla richiesta, da parte della difesa di Rudy Guede, gli avvocati Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, dell’annullamento dell’aggravamte dei futili motivi: «come se la soppressione violenta della libertà di autodeterminazione – scrive il relatore Enzo Iannelli – e il corpo martoriato di una giovane vita, quella di Meredith Kercher, non imponessero di qualificare meramente occasionale e pretestuoso il motivo di fare sesso per scatenare, a fronte della resistenza della donna, la forza brutale e prevaricatrice di una plurima, collettiva condotta».

La versione di Guede è «inventata» Insomma, la Cassazione per dimostrare la piena responsabilità di Guede, dice che «Meredith Kercher, prima di essere scannata con il colpo mortale alla gola, è oggetto di una serie di ferite, di trattenimenti forzati agli arti, in specie al braccio e alla mano sinistra, e sul polsino della manica sinistra della felpa indossata si rinvengono chiare tracce del Dna dell’imputato, volti a vincere la resistenza contro una violenza sessuale, di cui sono prova le tracce del Dna del Guede sul tampone vaginale, sfociata poi nella condotta violenta dello scannamento mortale». Di conseguenza, è tutta «inventata la storia di Guede del bacio con Meredith alla Domus, dell’appuntamento la sera successiva, del petting fatto con la ragazza in casa la sera del giorno seguente».

La versione di Guede Rudy Hermann Guede, fu l’ultimo degli arrestati per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Venne bloccato in Germania dove era scappato dopo la morte di Meredith. Il giorno del suo arresto, a Perugia uscì dal carcere Patrick Lumumba, ingiustamente accusato da Amanda Knox. Per giorni prima dell’arresto venne identificato come « il quarto uomo» da polizia e stampa che si occupava del caso. Rudy Hermann Guede, cestista ivoriano con problemi familiari che lo hanno portato di famiglia in famiglia affidataria, si è sempre dichiarato innocente. Secondo i suoi racconti, lui sarebbe stato presente nella villetta di via della Pergola mentre Meredith veniva uccisa, ma si trovava in bagno, con le cuffie dell’I-pod alle orecchie. Quando sentì qualcuno urlare uscì, imbattendosi in due persone: un ragazzo e una ragazza che scappavano via. Con il ragazzo avrebbe anche avuto una colluttazione. Subito dopo avrebbe cercato di soccorrere Meredith ferita e morente tamponandole la ferita con un asciugamano, ma si sarebbe spaventato per il troppo sangue e non avrebbe fatto nulla per lei. Sempre secondo il suo racconto, si trovava a casa di Meredith perché era stata lei stessa ad invitarlo dopo che durante una festa tra loro era nata una simpatia. Prima che andasse in bagno, anzi avrebbe avuto un approccio sessuale con lei. A suo dire, l’esperienza traumatica lo spinse a fuggire da Perugia.

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