Il carcere di Capanne (© Fabrizio Troccoli)

di Chia.Fa.

Le carceri umbre sono sovraffollate a causa del trasferimento di detenuti provenienti da altre regioni per motivi di ordine e sicurezza. Questo è emerso dall’analisi compiuta, nell’ambito dell’incontro avvenuto nei giorni scorsi, tra il procuratore generale Sergio Sottani e il nuovo provveditore dell’amministrazione penitenziaria per Umbria e Marche, Liberato Gerardo Guerriero, che ha preso possesso della nuova sede all’interno del carcere di Capanne a Perugia.

A spingere a questa conclusione sono i dati forniti da Sottani e Guerriero, in base ai quali dal 2021 a oggi è diminuito il numero dei detenuti arrestati in Umbria e qui reclusi, che sono passati dai 648 ai 510 attuali. La flessione, però, non fa il paio col trend di detenuti presenti nelle quattro carceri umbre, che nel 2021 erano 1.334 e al primo dicembre scorso erano 1.675 a fronte di una capienza regolamentare che tra Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto si attesta a 1.339. In questo senso, viene sottolineato come ad oggi il sovraffollamento nelle quattro carceri umbre si attesti al 25 per cento con punte, però, che raggiungono il 35 per cento sia a Perugia che a Terni, mentre a Spoleto viene segnalato un «un sovraffollamento nella sezione destinata ai reclusi della media sicurezza».

In questo quadro, appare evidente che l’incremento della popolazione carceraria presente in Umbria è figlia soprattutto dei trasferimenti di detenuti arrestati fuori regione che si rendono protagonisti di episodi critici in altri istituti, che spesso replicano anche nelle carceri umbre. In questo senso, Sottani definisce una volta di più «preoccupante» il numero di reati che si verificano negli istituti umbri, a cominciare dalle aggressioni agli agenti della polizia penitenziaria con agenti ricorsi alle cure mediche: negli 11 mesi del 2025 ne sono state contate 84, praticamente una ogni 4,5 giorni, a fronte delle 82 rilevate nell’intero 2024. Una vera e propria impennata, invece, si registra per i sequestri di cellulare introdotti illegalmente nelle carceri umbre, perché nel corso del 2025 ne sono stati recuperati 104 con un incremento del 41 per cento sull’anno precedente, con la maggioranza dei dispositivi sequestrati che sono stati attribuiti a detenuti italiani. Tra i reati di particolare rilievo commessi all’interno delle mura carcerarie anche l’introduzione di droga, con 21 casi accertati, e il rinvenimento di coltelli rudimentali, con 24 casi accertati, ma èer i due reati non viene fornito il dato del 2024.

Compiuto anche il censimento dei 1.675 reclusi in Umbria, di cui 573 sono stranieri, ovvero circa il 34 per cento, ma anche qui c’è un’eccezione, rappresentata dal carcere di Perugia, dove gli stranieri presenti sono 249 su 490, quindi con un’incidenza, seppur di poco, superiore al 50 per cento. Negli istituti umbri cinque nazionalità assobrono il 61 per cento della presenza di detenuti stranieri e sono Marocco (109 reclusi), Tunisia (105), Albania (79), Nigeria (58) e Romania (57).

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