Ricerche a tappeto per la banda di rapinatori

di Fra. Mar.

Lo hanno aspettato nel giardino della sua villa a Giano dell’Umbria, poi lo hanno aggredito.  Lo hanno costretto a rientrare in casa e consegnargli dei soldi. Qualche migliaio di euro. Tra le sei e le dieci mila pare. Erano in quattro, armati di due pistole e una spranga di ferro, col passamontagna in testa e con i guanti alle mani.

Rapina lampo, se ne vanno sparando Mentre rapinavano la casa del marmista di Giano dell’Umbria sono stati probabilmente disturbati da qualcosa, perché se ne sono andati in fretta e furia. Sono rimasti in casa pochissimo tempo. Solo mentre uscivano, qualcuno ha sparato un paio di colpi in aria. Non è chiaro se siano stati loro mentre uscivano, sembra dopo aver legato le mani all’uomo con una cintura dell’accappatoio, o se sia stato il palo che sparando ha avvertito dell’arrivo di altre persone in casa.

Solo in casa, sul posto i carabinieri L’uomo sarebbe stato solo in casa al momento della rapina avvenuta che non erano neanche le otto di sera. Una rapina lampo interrotta da ancora non si sa bene cosa. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Spoleto che stanno indagando sull’accaduto.

Otto rapine in neanche due mesi Quella di Giano dell’Umbria è l’ottava rapina in villa dall’inizio dell’anno in provincia di Perugia. Bettona, San Terenziano, Città della Pieve, Brufa, Spoleto, per due volte, Todi, e ora Giano dell’Umbria. Un numero che inizia a far pensare anche chi di accanite bande di rapinatori senza scrupoli non vuol sentir parlare. E anche chi ancora pensava che la pistola che hanno brandito anche le volte precedenti poteva essere falsa.

Escalation di violenza Un numero e un modo di entrare in azione che desta preoccupazione. Se infatti hanno iniziato con lo svegliare le loro vittime nel sonno per farsi dire dove erano i soldi e i gioielli, ora le vittime le aspettano in giardino, le picchiano e poi le costringono a portarli in casa per farsi dare quello che vogliono. E in questo ultimo episodio hanno anche sparato. In aria, ma hanno comunque premuto un grilletto. E dalle precedenti rapine hanno via via accumulato anche un buon numero di armi.

Indagano sia polizia che carabinieri Sulle rapine, otto dall’inizio dell’anno, molte di più ancora senza colpevoli se si guarda indietro nel tempo, stanno indagando sia polizia che carabinieri, rispettivamente intervenuti in diversi episodi. Entrambi mantengono il massimo riserbo vista la delicatezza della questione. Che non si sia di fronte ai soliti topi d’appartamento era ormai chiaro, ma un passo falso capita a tutti. Sempre che ad entrare in azione siano sempre gli stessi uomini.

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