La piccola è morta al Silvestrini (Foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Sarebbe morta per una miocardite fulminante la piccola Idhil, la bambina di sette mesi ricoverata domenica pomeriggio all’ospedale di Perugia e deceduta due ore dopo lasciando i genitori nella più completa disperazione.

La prima conferma arriva dall’autopsia effettuata martedì pomeriggio. I risultati definitivi arriveranno solo con gli esiti degli esami istologici, ma i reperti macroscopici sono compatibili con una miocardite fulminante, come ipotizzato dai medici che hanno tentato di salvarle la vita, e che ora si ritrovano iscritti nel registro degli indagati di un fascicolo aperto dalla procura della repubblica per omicidio colposo.

I medici indagati Un atto dovuto. Per permettere ai periti dei medici indagati di prendere parte all’esame autoptico. E così infatti è stato. Le dottoresse Laura Paglicci Reattelli e Anna Maria Verdelli hanno presenziato all’esame nominate dall’avvocato Gaincarlo Viti. La dottoressa Reattelli, medico legale dalla grande esperienza, ha tenuto a sottolineare che i colleghi dell’ospedale hanno agito in maniera assolutamente corretta nel breve tempo in cui sono potuti intervenire per salvare la piccola.

Nessuna malformazione E se gli esami istologici dovessero confermare, come probabilmente sarà, quanto già emerso dall’autopsia, per i dottori indagati la situazione si dovrebbe alleggerire. Infatti non avrebbero potuto fare niente di diverso da quanto fatto. La miocardite fulminante infatti è una patologia impossibile da curare, senza avvisaglie. Dall’autopsia sarebbe inoltre emerso che la bambina non aveva malformazioni cardiache evidenti, come prospettato dalla pediatra che le aveva richiesto un elettrocardiogramma.

La relazione finale I medici del pronto soccorso, un’intera equipe che ha provato a farle ripartire il cuore, attenderanno ora la relazione definitiva che i periti dovranno estendere, per poi vedere quale strada deciderà di prendere il sostituto procuratore Gemma Miliani, titolare degli accertamenti.

Il dolore dei genitori Forse anche i genitori con questo responso potranno forse dare un senso a quanto accaduto alla loro piccola. Sapere che aveva una malattia da cui poteva essere salvata è una storia. Sapere che nessuno avrebbe potuto fare niente per lui, seppur infinitamente doloroso, potrebbe forse dargli un po’ di pace.

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