Nel numero di Sette in edicola con il Corriere della Sera, Fabrizio Ronconi dedica un ritratto tagliente e ironico a Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e figura tra le più divisive della politica italiana recente. L’occasione è l’annuncio della sua candidatura alle prossime elezioni regionali in Campania, con una lista dal nome emblematico: Dimensione Bandecchi.
Ronconi apre il suo servizio con una domanda che attraversa il tono dell’intero pezzo: «Dove e quando ha sbagliato la politica in questo Paese?». Il riferimento è al contrasto tra la sobrietà di figure come Aldo Moro e l’esuberanza di personaggi come Bandecchi, che il giornalista descrive mentre «stravaccato su uno yacht, ancorato in località segreta, sghignazza in faccia: “Invidiosi, eh?”».
Il profilo tracciato da Ronconi è quello di un uomo che divide: ex paracadutista della Folgore, livornese, 64 anni, con il fisico imponente e la battuta pronta, ma anche con un lungo curriculum di polemiche e procedimenti giudiziari alle spalle. Il giornalista ricorda le inchieste della procura di Roma e della Guardia di finanza che lo hanno riguardato, i sospetti di evasione fiscale e la sua posizione di amministratore dell’università telematica Niccolò Cusano, insieme al gusto per il lusso esibito tra Ferrari e Rolls Royce.
Ronconi non risparmia nulla del personaggio: le risse in consiglio comunale, gli insulti, le intemperanze pubbliche, e quella teatralità che, pur scandalizzando, lo ha reso popolare tra molti elettori. I ternani, scrive, «lo volevano a tutti i costi. E l’hanno votato. È il bello della democrazia».
C’è spazio anche per il ricordo della sua avventura politica in Umbria, quando Bandecchi si presentò alle regionali del 2024 alla guida di Alternativa popolare, sostenuto dal centrodestra. Allora, prometteva risultati eclatanti, definendosi «il Mister Wolf di Giorgia Meloni». L’esito fu però deludente: poco meno di settemila voti, il 2,16 per cento, con la vittoria che andò al centrosinistra.
Ora Bandecchi punta alla Campania, dove il candidato governatore del centrodestra, Edmondo Cirielli, sembra tenere prudentemente le distanze. Ma la candidatura dell’imprenditore-sindaco – sottolinea Ronconi – continua a esercitare un fascino mediatico che va oltre la politica, mescolando spettacolo, provocazione e potere.
Il giornalista chiude il suo ritratto con una riflessione amara: Bandecchi, a suo modo, è utile perché mostra «il punto esatto del pozzo» in cui è precipitata la politica italiana. Un simbolo, più che un protagonista, della stagione in cui la popolarità sembra contare più della misura, e la scena pubblica somiglia sempre più a uno spettacolo permanente.
