Il tribunale nuovo di Perugia (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

Ha testimoniato da dietro un paravento. Perché è ancora una ragazzina. E guardare in faccia chi, secondo l’accusa,  avrebbe avuto attenzioni morbose nei confronti suoi e della sorella maggiore avrebbe potuto influenzarla. Da dietro il paravento invece, senza incrociare lo sguardo di quel padre indagato dopo la denuncia della sorella più grande e della madre, ha detto la sua verità. Che ora verrà riportata in una relazione da un consulente di parte, e verrà cristallizzata con la formula dell’incidente probatorio.

Gli episodi Al gip Caludia Matteini, la ragazzina,  figlia del dirigente scolastico dell’assisano indagato ed allontanato dalla casa familiare dal pubblico ministero Paolo Abbritti, ha raccontato alcuni episodi in cui l’uomo avrebbe avuto comportamenti morbosi e malati. In cui avrebbe fatto gesti pensando forse che la figlia non se ne accorgesse. La minore avrebbe anche parlato di video hard nel computer dell’uomo.

Nessun file proibito Ma a quanto sembra, in quel pc, setacciato dopo l’accusa di possesso di materiale pedopornografico, non ci sarebbe nulla. L’indagine era partita l’estate scorsa quando la figlia maggiore dell’uomo aveva denunciato insieme alla madre che il padre aveva comportamenti strani nei confronti suoi e della sorella. Comportamenti avvenuti anni prima, quando lei era minorenne, ora ha superato la maggiore età, ma che si sarebbero ripetuti anche nei confronti della sorella minore, nei mesi immediatamente precedenti alla denuncia.

La denuncia della sorella maggiore E anzi, a far scattare la molla della denuncia, sarebbe stato proprio il comportamento della sorella più piccola. Un comportamento in cui deve aver rivisto il suo. E allora insieme alla madre, che al momento di dare spiegazioni alla polizia è risultata confusa per l’assunzione di psicofarmaci, aveva raccontato episodi particolareggiati in commissariato.

Io innocente, si riprende a settembre L’uomo, difeso dall’avvocato Maria Laura Antonini, si dice innocente. E fino a prova contraria lo è. Le accuse infatti sono ancora tutte da dimostrare. Il suo avvocato anzi aveva anche chiesto che la ragazzina venisse ripresa da una telecamera per studiare anche la mimica facciale, molto importante e rivelatrice. Ma il gip non ha acconsentito. Ora l’appuntamento è per settembre, quando il consulente depositerà la sua relazione sulla testimonianza della bambina.

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