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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 16:36

Attacco hacker all’Usl 2, piano sicurezza informatica e garante privacy in campo: i rischi per i pazienti

Indaga la polizia postale, si teme per azioni ritorsive causa dati sensibili sottratti all’azienda: cosa fare

La denuncia alla polizia postale, il ripristino dei servizi online, la nota al Garante della privacy e l’innalzamento dei livelli di sicurezza informatica. Questo il piano di azione adottato dagli uffici ternani di via Bramante, la direzione dell’Usl Umbria 2 a seguito dell’attacco hacker subito domenica scorsa. Nella tarda serata di venerdì, dagli stessi ufffici è stata diramata la seguente nota.

Usl Umbria2 La mattina di domenica 11 aprile 2021 ignoti criminali hanno violato il sistema informatico dell’Azienda Usl Umbria n. 2, nonostante le adeguate misure di protezione esistenti, causando rallentamenti e disagi come già reso noto alla stampa. Immediatamente è stata informata la polizia postale e sporta denuncia. In seguito alle indagini condotte dall’autorità giudiziaria e tuttora in corso, è emerso che, prudentemente e ragionevolmente, si può presumere che gli autori del crimine possano aver avuto accesso e aver sottratto alcuni dati personali custoditi dall’azienda Usl Umbria 2, ivi inclusi dati sanitari di pazienti. Nel rispetto del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali, è stata effettuata tempestiva notifica all’autorità garante per la privacy ed ora viene data la presente comunicazione, con riserva di maggiori ed ulteriori informazioni all’esito delle indagini giudiziarie e delle analisi interne. L’azienda ha immediatamente reagito attivando le procedure di ripristino sin da domenica 11 aprile e che, gradualmente, riporterà i servizi erogati allo standard normale di esercizio, mentre gli organi inquirenti, con i quali l’Azienda collabora attivamente, stanno ricercando i responsabili dell’azione. Sono state ulteriormente rafforzate le misure di sicurezza ed innalzati i livelli di attenzione. Allo stato attuale non si può escludere che i criminali possano porre in essere azioni ritorsive quali ad esempio la pubblicazione di talune delle informazioni sottratte. Naturalmente l’uso di tali informazioni, ivi inclusa la semplice visione, è vietato e perseguito dalla legge e l’Azienda, vittima dell’aggressione, agirà attivamente, sia in sede penale che civile, contro coloro i quali dovessero trattare, in qualsiasi modo, i dati frutto dell’azione criminosa, rendendosi così complici. Gli interessati possono richiedere ulteriori informazioni contattando il responsabile della protezione dei dati all’indirizzo e-mail [email protected] oppure agli uffici all’indirizzo [email protected]

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