di M.R.

«L’accordo di programma è pronto già da mesi e le risorse sono state individuate dal governo. Intanto l’azienda continua a chiedere agevolazioni per pagare meno l’energia. Ma sia chiaro una volta per tutte che se dalle finanze pubbliche arriveranno all’acciaieria di Terni centinaia di milioni di euro, sono esclusivamente finalizzati a misure per il miglioramento ambientale perché non possiamo sopportare che qui la gente muoia per quello che Ast ci fa respirare. Arvedi deve smetterla di prenderci per il c… e firmare».

Accordo di programma Nuova entrata a gamba tesa quella del sindaco Stefano Bandecchi nei confronti del cavaliere di Cremona, nel giorno in cui a Palazzo Spada c’è l’assessore regionale Francesco De Rebotti che precisa: «Il 20 gennaio è la data che il ministro Urso ha indicato per le ultime limature, compresa la verifica di possibili soluzioni per calmierare i costi energetici, la fine di febbraio la deadline per firmare l’intesa». Un’intesa della quale i contenuti sono ignoti, a quanto pare, anche alle istituzioni. Bandecchi a fine seduta dice di essere forse l’unico ad averlo guardato, ma a microfoni spenti dice anche che «lo stanno scrivendo solo in questi giorni». Insomma se da un lato c’è fretta perché l’intesa garantirebbe gli investimenti promessi, dall’altro c’è il timore che tale questione, se resta irrisolta, possa compromettere l’accordo stesso. Arvedi infatti avrebbe rappresentato molto chiaramente ai sindacati che, in assenza di soluzioni per l’energia elettrica, non è disposto a firmare. 

VIDEO Accordo Ast, Bandecchi: «Non possiamo fare niente, Arvedi deve firmare»

Ast Sul futuro dell’acciaieria di Terni insomma regna la confusione più totale e di fronte a sindacati che, quando invitati, chiedono un maggiore coinvolgimento nelle scelte, Bandecchi pungola: «Rappresentano solo il 40% dei lavoratori». Ad ogni modo, a sentir parlare sindaco e assessore regionale, il nodo energia resterebbe fuori dall’accordo. La Regione, ha specificato l’ex sindaco di Narni, oggi rappresentante di Palazzo Donini, lavorerà già dalla prossima settimana con tutti gli interlocutori del caso, per individuare una soluzione ponte prima, e per arrivare preparati al 2029 quando scadranno le concessioni dell’idroelettrico. Sul punto ha chiesto condivisione per misure a favore di tutte le energivore.

Governo Meloni E nonostante alcune verifiche tecniche sul nodo energia sarebbero in corso, intanto rispetto alla possibilità di aiuti di Stato, pare la chiusura sia totale. Da parte delle istituzioni non c’è neppure chiarezza sul fatto che Arvedi abbia vincolato la firma dell’accordo alla soluzione energetica. Più che l’ultimo miglio da percorrere, sembra di essere davanti a un groviglio da dipanare. Anche perché internamente l’azienda insiste coi messaggi al governo per ‘lo sconto in bolletta’. Un atteggiamento che Bandecchi proprio non riesce a tollerare, per rispetto di tante altre aziende che non lo pretendono; e di certo non lo manda a dire, anzi si chiede come mai a Cremona il problema non esista.

VIDEO Arvedi-Ast, Comune e Regione spingono per firma accordo ma il nodo energia resta fuori

Ast domani Il ricorso al nucleare, nel dibattito politico, sul lungo termine è la soluzione diffusamente auspicata. Ma i tempi sono lunghi e l’acciaieria è lì a produrre anche adesso. Spesso processa bramme provenienti dall’Indonesia e se anche questo mina il mantenimento dell’area fusoria dello stabilimento (nonché gli effetti delle politiche green di alcuni Paesi per il bene del globo terrestre), non ci sarebbero, nelle pieghe di un ‘accordo per disinquinare’ le condizioni per blindare la difesa delle produzioni, né dell’occupazione, figuriamoci lo sviluppo. Dalla seduta di Terza commissione a Palazzo Spada, questo il quadro emerso venerdì. Senza un pezzo di carta ‘scritto’, a questo punto, promesse dopo promesse, le distanze da percorrere fino alla piena realizzazione degli investimenti su Ast, finiranno per essere incommensurabili. 

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