Presentata sabato pomeriggio la copia del trittico di Arrone, salito recentemente alla ribalta della cronaca per il clamoroso ritrovamento dopo che era stato trafugato nel 1970 dalla chiesa di Santa Maria Assunta. Realizzata per amore per l’arte e per restituire un pezzo di memoria al paese, l’opera 2.0 porta la firma di Domenico Birdacchini che, nel lungo lavoro degli ultimi quattro anni, è stato coadiuvato da Filippo Filipponi che ha scritto un libro dedicato e Michele Tommassucci (col padre Giuseppe main sponsor dell’iniziativa). A completare gli studi condotti sul prezioso bene che raffigura la Madonna col bambino, San Giovanni Battista e Sant’Antonio abate, prof Romano Cordella. I volontari del posto che, a proprie spese, hanno deciso di restituire alla comunità quel pezzo di storia prima che fosse rinvenuto, hanno ricostruito la genesi dell’opera dalla commissione alle varie collocazioni, fino alle esposizioni, il restauro, l’attribuzione, il furto, il ritrovamento, il tentativo di vendita da parte del Comune e la difesa del bene da parte dei cittadini. Emozionante. La copia troverà probabilmente posto nella piccola chiesa di San Giovanni Battista, l’originale è conservato in un caveau in attesa del restauro che dovrebbe essere finanziato da Fondazione Carit.
Arrone, la magia del trittico che non smette di stupire: realizzata la copia
Quattro anni di lavoro dalla ricerca alla manodopera: il regalo di tre appassionati al paese, in attesa del restauro dell’opera originale del 1487
