«Non realizzare a Terni un polo chimico verde sarebbe un crimine economico». Il segretario nazionale della Uil, Luigi Angeletti, è intervenuto stamattina a un’assemblea dei lavoratori che si è tenuta presso la sala mensa della ex Montedison di Terni. All’incontro, oltre ai lavoratori, hanno preso parte il segretario regionale della Uil Claudio Bendini, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il segretario provinciale della Uilcem Franco Di Lecce.

Angeletti si è detto fiducioso circa la positiva soluzione per le vertenza che, partita dalla Basell, ha investito tutto il comparto chimico ternano. «Finora – ha commentato il leader della Uil – questa vicenda ha rappresentato in negativo l’esempio di come in Italia si riesca a distruggere una realtà industriale e produttiva senza alcun motivo. Qui a Terni è possibile creare una nuova compagnia che realizzi un prodotto con grandi potenzialità di mercato. Speriamo che, prima dell’estate, venga raggiunto l’accordo tra il gruppo capeggiato dalla Novamont e la Basell per l’acquisizione dell’impianto. A Terni ci sono le capacità professionali e, attraverso le banche, anche quelle finanziarie per realizzare il più importante polo chimico verde d’Europa. Certo, gli istituti di credito devono fare la loro parte senza indugi, così da garantire gli investimenti necessari al gruppo Newcom. I tempi, purtroppo, sono ristretti: se un impianto chimico resta fermo per diversi mesi, così come si sta verificando a Terni, inevitabilmente si rovina. E’ per questo motivo che rivolgiamo il nostro appello al Governo, affinché eserciti maggiori pressioni nei confronti della Basell. Va da sé, infatti, che a nessuna impresa, nazionale o multinazionale che sia, conviene mettersi contro un Governo. Dal canto loro, le istituzioni devono smettere di regalare soldi a imprese nazionali e multinazionali solo perché facciano qualcosa, ma capire come agire per favorire gli investimenti. Prima di tutto, ad esempio, bisognerebbe snellire le migliaia di leggi presenti in Italia».

Il settore della chimica a Terni ha perso 1.500 posti di lavoro negli ultimi dieci anni. Un numero che, senza l’accordo tra Novamont e Basell, rischia di salire in maniera vertiginosa. Basti pensare che sono circa mille i lavoratori interessati alla vertenza in atto. «Novamont e Basell si sono incontrate ormai un mese fa – ha sottolineato Di Lecce – ma ancora non c’è stata una risposta rispetto al progetto che è stato presentato». «E’ importante – ha affermato Bendini – rilanciare il patto territoriale relativo a Terni, così da creare uno strumento utile per sostenere le produzioni innovative, chimica su tutte, consentendo anche alla regione di poter aggiungere risorse a quelle dello Stato».

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