di Francesca Marruco
Stanno per ritrovarsi di nuovo l’uno di fronte all’altra. Non si vedono da quasi un anno Raffaele Sollecito e Amanda Knox, e si incontreranno nella stessa aula in cui il 4 dicembre dell’anno scorso hanno ascoltato impietriti il giudice che leggeva la loro sentenza di condanna a 25 e 26 anni per l’omicidio di Meredith Kercher.
Fiducia nel processo d’appello Oggi prenderà infatti il via il processo d’appello, e gli ex fidanzati chiederanno alla Corte di essere assolti perché innocenti. Per contro, la Procura chiederà invece che vengano condannati all’ergastolo. Nelle ultime settimane dalle carceri di Terni e Perugia dove i due sono reclusi, sono trapelate notizie che li dipingono come molto provati e preoccupati per la loro sorte. Ripongono moltissima fiducia in questa nuova Corte che li giudicherà.
Amanda Amanda Knox, nell’ultima lettera che ha inviato al parlamentare Rocco Girlanda, autore del libro, «Io vengo con te – Colloqui in carcere con Amanda Knox», ha scritto: «il carcere ha spezzato i miei progetti», ed ora «aspetto di vedere la mia libertà».«Quando sono entrata in carcere – ha scritto ancora Amanda – a vent’anni, stavo cominciando a tessere i fili della mia vita, ed è stato come se qualcuno avesse strappato repentinamente tutti questi fili spezzando anche i miei progetti». Nella lettera Amanda ha parlato anche della sua amica del cuore Madison Paxton che sta arrivando a Perugia in queste ore: «figurativamente aspetto di vederla adesso dietro ogni angolo, – scrive Amanda – come aspetto di vedere anche la mia libertà. E’ un tormento positivo, forse? Umberto Eco in Baudolino ha dichiarato che la fretta ha bisogno di tempo».
Raffaele Raffaele Sollecito è convinto di poter dimostrare la sua innocenza. E’ stato il padre Francesco Sollecito a sostenerlo alla vigilia della prima udienza in programma domani. «Mio figlio è molto fiducioso – ha spiegato Sollecito – soprattutto alla luce di quanto emerso dalle indagini difensive svolte dai nostri legali, gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori. E’ convinto che i giudici gli permetteranno di far emergere che lui è innocente». Accanto alla determinazione però c’è la stanchezza fisica e psicologica di Raffaele, «quello che sembrava un incubo – ha affermato il medico pugliese – è diventato una tragedia insostenibile per l’equilibrio psico-fisico di mio figlio. Raffaele riesce a superare tutto ciò con lo studio e con gli impegni che ha in carcere. E’ però costretto a vivere una realtà non sua. Un conforto eccezionale – ha concluso Sollecito – gli è arrivato da un professore universitario che lo ha aiutato per un esame del corso per la laurea specialistica in informatica e ha preparato una relazione sul computer di mio figlio».
I Kercher La replica alle parole di Amanda Knox sulla sua vita spezzata non si fanno attendere, l’avvocato della famiglia Kercher Francesco Maresca infatti ha sostenuto: «pensiamo alla vita spezzata di Meredith Kercher e alla sua scomparsa. C’è un’ottima sentenza – ha aggiunto – e cioè quella della Corte d’assise di primo grado. Invito – ha concluso Maresca – a rispettarla, primi fra tutti gli imputati a cominciare dalla Knox». La famiglia Kercher non sarà presente né domani né alle altre udienze. Verranno probabilmente per la sentenza. Dall’Inghilterra hanno comunque fatto sapere che «hanno il massimo rispetto per la giustizia italiana e per i suoi tempi. Sono però ormai stanchi – ha riferito ancora l’avvocato Maresca – di tutto questo su e giù, della continua attenzione mediatica nei loro confronti. Vorrebbero solo dedicarsi – ha concluso l’avvocato – alla memoria di Meredith».

