Proviamo a capire: prima c’erano i tre principali sindacati uniti a difendere la vertenza dei lavoratori dell’aeroporto. Poi in fase di raffreddamento di relazioni sindacali Cisl insieme a Ugl ha accettato un accordo che non piace a Cgil e Uil. Parliamo di una ventina di lavoratori dell’aeroporto di Perugia oggetto di esternalizzazioni. Lo scorso autunno sono stati convocati per accettare o meno la proposta di continuare a lavorare per l’aeroporto ma alle dipendenza di un’altra società che ha preso l’appalto. In pochi hanno detto di no. Chi ha accettato ha preso un contratto a tempo indeterminato e full time. Contratto che per Cgil e Uil è a ribasso rispetto ai colleghi invece assunti e con pari mansioni. Mentre per Sase è nelle legittime prerogative di una azienda che avendo il carattere della stagionalità, in questo settore come in altri, non può che esternalizzare. «L’abbiamo fatto anche per gli addetti al front office come per il servizio carburanti – dice il direttore Solimeno – ma in quel caso non ci fu protesta da parte dei sindacati. Non riesco a comprenderne la ragione»
I sindacati Cgil e Uil denunciano di avere appreso che la società di gestione dell’aeroporto di Perugia in segreto e con la complicità di due sigle sindacali, venerdì mattina ha chiuso, in segreto l’accordo di contratto fuori dalla vertenza in corso. Considerano quanto accaduto «gravissimo» e ne chiedono conto alla Sase oltre che alla presidente della Regione Proietti. Accusano poi Cisl e Ugl di avere rotto l’indispensabile unità sindacale. Mentre individuano margini di azioni antisindacali per cui si preparano anche per una battaglia legale.
La società risponde negando tutto: «La posizione di Cisl è stata ampiamente annunciata con documenti scritti. La vertenza è stata compiuta davanti al prefetto, altro che segreta. Alla presenza delle altre due sigle Cisl ha risposto affermativamente all’accordo. La Società si è impegnata a mantenere l’attuale organico – spiega Solimeno – e di aumentarlo in rapporto alla crescita dell’attività». Parliamo degli attuali 15 impegnati sulla sicurezza più i 21 dell’area operativa. Lavoratori questi, che a parere di Cgil e Uil, oggi hanno condizioni di trattamento contrattuale fortemente inferiori a quelle dei colleghi dipendenti della società di gestione dell’aeroporto. Sono lavoratori che avevano lavorato per Sase fino a ottobre, per poi riprendere a lavorare con la società esternalizzata ad aprile, a seguito del bando di dicembre scorso.
«Questo accordo – scrivono in una nota Cgil e Uil – è uno schiaffo in faccia ai lavoratori che stanno lottando a favore di colleghi che, pur svolgendo la stessa mansione in ambito aeroportuale nei servizi di sicurezza e rampa movimentazione bagagli oggetto di esternalizzazioni a basso costo, percepiscono un salario ridotto del 30%. Le glorie di Fit Cisl e Ugl di percorrere il protagonismo individuale ha frantumato l’unità sindacale che in questo momento voleva dire garanzie anche per i loro iscritti che da oggi sono molto più deboli».
Filt Cgil e Uil Trasporci giudicano «un oltraggio anche nei propri confronti, per condotta antisindacale, quanto accaduto in massima segretezza giovedì mattina, colpevoli Sase Spa, da una lato, che sta negando giusti salari ad una cospicua parte di lavoratrici e lavoratori al fine di far pagar loro il buco di bilancio che hanno creato gli amministratori della medesima azienda e, dall’altro, Fit Cisl e Ugl che si stanno rendendo complici di questa esternalizzazione, a differenza di quelle lavoratrici e lavoratori di Filt Cgil e Uil Trasporti che difendono il valore dei salari e dei Ccnl di settore contro il precariato e le esternalizzazioni, argomento, in queste ore, oggetto di discussione unitariamente al tavolo nazionale di rinnovo del Ccnl del trasporto aereo, che vengono smentite da questo misero accordo».
Cgil e Uil hanno già convocato una assemblea dei dipendenti Sase per decidere quale azione di lotta introdurre a seguito del mancato accordo, in Prefettura, a supporto della vertenza in atto contro le esternalizzazioni di Sase, «contro il buco di bilancio creato e, da ultimo, contro la condotta antisindacale di Sase Cgil e Uil che stanno valutando un ricorso nelle sedi opportune», è quanto riportano in una nota. Le due sigle sindacali chiamano in causa la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti affinché «convochi queste ultime per recuperare una sana gestione dello scalo umbro, oggi fortemente compromessa».
