di Fra.Mar.
Pensavano di aver trovato la gallina dalle uova d’oro. Avevano già chiesto e ottenuto 500 euro per la radio che avevano prima rubato, poi restituito su riscatto alla loro vittima. Allora avevano alzato il tiro. Tremila euro per non bruciare la macchina della loro vittima. Ma non avevano fatto i conti con una vittima ben consigliata dai genitori e con i carabinieri del comando di Città della Pieve che hanno controllato la situazione fino ad entrare in azione nel momento più indicato.
Una piccola temibile banda I protagonisti della storia sono cinque ventenni di Castiglione del Lago. Una sorta di piccola banda, il cui capo sembrerebbe essere un minorenne, che ha preso di mira un coetaneo, cercando di spillargli più soldi possibile. Prima il furto della radio, restituita dopo il pagamento di 500 euro. Poi la richiesta di 3000 euro. Tre dei quattro hanno precedenti specifici per reati contro il patrimonio e contro la persona.
La denuncia Il 18 gennaio scorso la vittima va a sporgere denuncia raccontando quanto accaduto. Non racconta però, forse per la troppa paura, che sta pensando di pagare quanto richiesto per finirla con questa storia. Non ha 3000 euro però, per questo propone alla banda di dargli intanto 1600 euro. Si danno un appuntamento, per sabato mattina di fronte l’ospedale di Castiglion del Lago.
L’appuntamento in piazza Ma all’appuntamento ci sono anche i carabinieri che hanno continuato a tenere d’occhio la situazione. Si fanno prestare un’ambulanza e osservano quello che succede. La vittima arriva e lascia una busta su una panchina. Poco dopo arrivano due dei quattro, iniziano a fare dei giri con la macchina e, quando si sentono tranquilli, chiamano i loro complici. Arriva un’altra auto. Il minorenne scende e prende la busta.
In manette Ma i carabinieri a quel punto escono allo scoperto e li arrestano in flagranza di reato con l’accusa di estorsione. I tre maggiorenni sono rinchiusi nel carcere di Capanne, mentre il minorenne è stato portato in un centro a Firenze. Si tratta di Enrico Miccio, classe 1991, Giuseppe Esposito, 1983, Tarja Ilir, 1991 e il minorenne albanese di cui ovviamente non sono note le generalità.
Si indaga ancora Secondo quanto riferito dal comandante della compagni di Città della Pieve Marcello Sardu, il gruppetto è ben conosciuto a Castiglione del Lago, dove si sarebbe già fatto notare. Non proprio ragazzate però. Al vaglio degli inquirenti ora la complicità di altre persone e la loro responsabilità per altri fatti accaduti recentemente.

