Nati per vivere - © M. Cipiciani

di Melissa Cipiciani

«Credo negli esseri umani, credo negli esseri umani che hanno coraggio, coraggio di essere umani»: sulle note della canzone ‘Esseri umani’ di Marco Mengoni si è aperta venerdì sera all’auditorium di San Francesco al Prato la serata di beneficenza organizzata dalla Fondazione Cancelloni, «Nati per vivere». Un appuntamento che ha unito la musica, la comicità e la solidarietà e i cui fondi raccolti andranno a finanziare il progetto «Anima», incontri nelle scuole del territorio pensati per promuovere il benessere mentale e abbattere il tabù della depressione.

Protagonisti della serata sono stati i fratelli Cancelloni e Antonio Mezzancella, talento perugino vincitore di Tale e Quale Show nell’edizione 2018. Giunta ai tre anni di vita, la Fondazione è nata dai fratelli Simona e Fabio con la volontà di onorare la memoria del padre Domenico, scomparso nel 1995. «Nati per vivere nasce con lo scopo di trasformare un immenso dolore in un dono per gli altri – spiega Simona Cancelloni -, per abbattere il pregiudizio che ancora circonda il tema della depressione e del suicidio». Oltre Anima, la Fondazione promuove SportivaMente, il progetto che vede lo sport come strumento educativo e di benessere, e percorsi di mindfulness rivolti alle aziende.

A illustrare i numeri del fenomeno è stata la psicoterapeuta Giorgia Babbini, medico psichiatra e responsabile scientifica della Fondazione: «L’Oms stima che ogni anno 800 mila persone si tolgano la vita. Quando si arriva a quella scelta irreversibile, il dolore diventa così inesprimibile da non permettere di vedere più alcuna alternativa». A chiudere la serata, l’invito inaspettato: scambiarsi un abbraccio. «La scienza ci dice che un abbraccio di almeno venti secondi riduce lo stress e stimola il rilascio di ossitocina, l’ormone dell’amore», ha concluso la presidente Cancelloni, trasformando così un gesto quotidiano in un piccolo atto di cura collettiva.

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