domenica 8 dicembre - Aggiornato alle 00:05

Pesaresi: «In dieci punti, le urgenze del territorio e le proposte per l’Umbria»

La candidata della lista Europa Verde Umbria illustra le sue idee in vista delle Regionali

Lorena Pesaresi

 

di Lorena Pesaresi*

1. Far uscire l’Umbria dall’isolamento. L’Umbria è “un’isola verde” ma troppo isolata, è urgente cambiare passo per investire sul trasporto su ferro e sull’aeroporto, per rendere la regione effettivamente protagonista di nuovi processi di sviluppo, di contaminazione e di integrazione culturale, economica e sociale a livello regionale, nazionale e internazionale. Non basta il freccia rossa ma occorre privilegare l’intero sistema di trasporto con infrastrutture ferroviarie adeguate alle nuove tecnologie, con treni veloci, frequenti, non inquinanti, più efficienti, meno costosi, più competitivi rispetto al trasporto privato, nel trasferimento di persone, merci e flussi turistici. Un punto determinante questo, anche per mitigare il cambiamento climatico insieme alla promozione della mobilità elettrica e sostenibile nelle città;
2. Premiare le aziende innovative. Far decollare l’Umbria con le imprese che operano nella green economy e nell’economia circolare significa migliorare la qualità ambientale ma anche creare nuovi settori di lavoro e più occupazione per i giovani e per chi perde ogni giorno il posto di lavoro, evitando le migrazioni fuori regione o all’estero specie per i nostri figli formati o pluri laureati in umbria:i flussi migratori sono una delle principali cause di decremento demografico dell’Umbria. Il settore dei rifiuti in particolare è strategico per creare nuovi lavori: non possiamo fermarci in Umbria alla raccolta differenziata ma dobbiamo dimostrare di essere capaci di sviluppare l’intera filiera del ciclo integrato attraverso politiche e attività industriali nel settore del riciclo, del recupero e della produzione di nuova materia prima derivante dalla nostra differenziata, evitando che gran parte della nostra ricchezza (cioè la raccolta differenziata) venga reinvestita fuori regione;
3. Parchi naturali. La priorità è valorizzare la gestione – in chiave turistica – dei nostri Parchi naturali, a cominciare dal Trasimeno, dal Tevere, dall’immenso patrimonio boschivo fino a quello collinare, che oggi non sono sufficientemente valorizzati né in chiave ecologica, né in chiave turistica;
4. Rendere sostenibili gli ecosistemi urbani. Serve superare rapidamente i problemi legati all’equilibrio degli ecosistemi urbani e di conseguenza alla salute delle persone con particolare riferimento all’area ternana in cui il bisogno di prevenire e contrastare i livelli di inquinamento ambientale e di malattie è maggiore stante i dati rilevati da Arpa Umbria. Ciò è possibile a partire dalla riconversione ecologica delle attività industriali inquinanti;
5. Sostenibilità degli ecosistemi naturali territoriali. Tra le priorità del governo regionale vi è la salvaguardia della biodiversità, gli interventi di manutenzione idraulica dei fiumi. Abbiamo problemi importanti che riguardano la tenuta degli argini dei nostri fiumi e torrenti: non è possibile lodare le nostre bellezze naturali dell’Umbria se abbandonate a se stesse e spesso in condizioni di degrado specie quando assistiamo sempre più frequentemente a piogge torrenziali e anomale facendo scoppiare il caso. Bisogna imparare a operare non solo nell’emergenza ma anche e soprattutto nella manutenzione ordinaria del territorio.
6. Agricoltura sostenibile-cultura-valorizzazione del territorio. Non è più rinviabile la riconversione del tabacco con colture non inquinanti e meno idrovore, uso sostenibile dell’acqua, salvaguardia e valorizzazione del Paesaggio (manca ancora oggi il piano regionale paesaggistico dell’Umbria), benessere animale (manca ancora oggi un Regolamento regionale per il benessere animale), cultura e turismo, costituiscono una leva importante per migliorare la qualità sociale, ambientale ed economica dell’Umbria. La cultura in particolare deve rappresentare il fondamento decisivo dello standard di vita, della coesione sociale, delle relazioni tra le generazioni consolidate in Umbria e un elemento di base per la qualificazione delle attività turistiche.
7. Ripensare le nostre città. Città viste non più come luoghi di consumo intensivo di risorse, ma come spazi intelligenti capaci di organizzare, su grande scala, la vita e le attività umane, l’impresa, la ricerca e il lavoro, la sicurezza del territorio (sviluppo di reti tecnologiche, mobilità elettrica e sostenibile, mobilità dolce ciclo-pedonale, fontane di acqua pubblica…);
8. Città sicure: il mio impegno è costante per far uscire dall’omertà la violenza contro le donne. La violenza non può rimanere solo un problema di chi la subisce ma deve diventare un impegno di tutti, a partire dagli uomini per bene, un processo di cambiamento culturale e sociale che inevitabilmente deve investire tutti, uomini e donne insieme;
9. Tali aspetti hanno tutti a che fare con la sostenibilità ambientale, sociale e culturale di una regione, con l’economia, con l’economia del turismo, con l’economia verde e circolare. Ecco noi vogliamo agire – insieme ai Verdi europei – affinché economia e ecologia diventino la stessa cosa anche in Italia e in Umbria, il nuovo paradigma per un nuovo modello di sviluppo, la leva su cui ri-fondare in Umbria una politica riformista e ecologista di sinistra, per dare alla regione un “nuovo lievito” per un “nuovo pane”, imparando dalle esperienze passate per non ripetere gli errori già fatti.
10. Tali politiche devono essere accompagnate da metodi nuovi capaci di portare al cosiddetto “rovesciamento della piramide” ribaltando i metodi della decisione, con nuove pratiche di democrazia partecipativa e deliberativa, capaci di far emergere i bisogni, le contraddizioni, le peculiarità di tutti i territori dell’Umbria spesso dimenticati.

*Candidata Lista Europa Verde Umbria – elezioni regionali 27 ottobre per Bianconi Presidente

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