Passa in commissione trasporti, poste e telecomunizione della Camera il disegno di legge che estende la Zes (zona economica speciale) anche all’Umbria, ma qui volano straccia tra Lega e Pd. A innescare il botta e risposta il deputato e segretario regionale della Lega, Riccardo Augusto Marchetti, che, a fronte dell’astensione dei commissari Pd, ha detto «ancora una volta la sinistra dimostra di remare contro l’Umbria e contro lo sviluppo del nostro territorio e pure della stessa presidente regionale Stefania Proietti». Poche ore ed è stata la segreteria regionale del Pd a replicare: «Marchetti farebbe bene a praticare e studiare di più le procedure parlamentari, perché è stato il Pd, insieme agli altri gruppi di opposizione, a facilitare l’iter del disegno di legge».

Più nel dettaglio Marchetti ha contestato l’astensione del Pd su un «un provvedimento strategico, fortemente voluto dal governo di centrodestra, che porterà investimenti, lavoro e sviluppo in aree che l’Unione Europea considera in transizione, cioè con un reddito medio inferiore alla media europea». In questo senso, il leghista definisce «incredibile l’astensione del Pd su un provvedimento che va a sostegno della stessa presidente regionale Proietti e del Pd umbro, che nei mesi scorsi avevano addirittura festeggiato l’ingresso dell’Umbria nella Zes, provando a prendersene i meriti». Per Marchetti «si è di fronte a due Pd: uno all’opposizione del governo che si astiene sulla Zel e uno che guida la Regione Umbria e che prova a prendersi i meriti dell’ingresso nella stessa Zes: un paradosso tipico della sinistra».

La segreteria del Pd umbro, guidata dal vicepresidente della Regione, Tommaso Bori, ha replicato spiegando che a Roma «insieme agli altri gruppi di opposizione, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, abbiamo consentito il percorso in sede legislativa, una modalità che si concede soltanto a pochissimi provvedimenti e che evita il passaggio in aula, permettendo una più rapida approvazione del testo». E ancora: «Il Pd ha anche scelto di non presentare emendamenti, proprio per accelerare ulteriormente l’iter e favorire l’adozione di un provvedimento importante per lo sviluppo del nostro territorio». Quindi sull’astensione, Bori e gli altri spiegano che «è stata una posizione di equilibrio e coerenza, espressa per rimarcare alcune criticità, ma senza ostacolare l’approvazione della legge», motivo per cui secondo i democratici dell’Umbria «parlare di “ostruzionismo” o di “contrarietà” del Pd è falso e fuorviante», fermo restando «il sostegno a ogni iniziativa utile a portare investimenti, lavoro e crescita sostenibile nella nostra regione, e continuerà a farlo con serietà e rispetto delle istituzioni, senza cedere alla propaganda».

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