Vertici Vus in consiglio comunale a Spoleto

di Chiara Fabrizi

La riorganizzazione delle modalità di raccolta dei rifiuti per far balzare la raccolta differenziata dall’attuale e imbarazzante 55 per cento a oltre il 70 per cento entro la fine del 2024, ma anche il piano industriale 2022-2031 che mette in cantiere 118 milioni di investimenti, di cui 91 milioni concentrati nel settore idrico, e apre contestualmente la caccia a 54 milioni. Consiglio comunale fiume giovedì pomeriggio a Spoleto dove il presidente Vincenzo Rossi, il direttore generale Marco Ranieri e il responsabile del settore ambiente Danilo Vivarelli hanno tratteggiato il documento di programmazione della multiservizi pubblica dei 22 Comuni soci tra Spoleto, Foligno e Valnerina e pure le azioni operative con cui si tenterà di centrare l’agognata svolta sulla differenziata in questo angolo di territorio ormai da troppi anni maglia nera dell’Umbria.

Raccolta differenziata Un’operazione, questa, che passa non solo per nuove modalità di ritiro dei contenitori dei rifiuti, ma pure per l’estensione e il rinnovamento dell’autoparco di Vus, messo in cantiere con una gara che a stretto giro dovrebbe arrivare ad aggiudicazione definitiva, consegnando con la formula del nolo 55 nuovi automezzi per tre anni a fronte di una spesa di circa 5 milioni di euro, considerata vantaggiosa dal dg Ranieri, secondo cui per manutenere i vecchi veicoli si spendono circa 6 mila euro l’anno per ognuno. Oltre ai mezzi, però, serve anche il personale e in questo quadro il presidente Vincenzo Rossi ha confermato l’imminente procedura per l’assunzione di altri 48 operatori ecologici, che porterà con sé l’internalizzazione di alcuni servizi di igiene ambientale ora affidati a terzi.

Come cambiano i ritiri a porta a porta Nel merito delle nuove modalità di raccolta porta a porta Vivarelli ha spiegato che la parola d’ordine è omogeneizzazione del sistema, che passa anche per l’introduzione del ritiro domiciliare dell’organico in altri nove Comuni della Valle Umbra, che si aggiungeranno così a Foligno, Spoleto e Trevi, dove le famiglie già lasciano fuori dal portone ‘l’umido’. Per estendere il servizio, però, si comprimeranno i passaggi settimanali nei tre comuni già serviti, dove gli operatori Vus transiteranno due volte alla settimana anziché tre. Per carta, plastica e indifferenziato, invece, a essere penalizzati saranno soltanto gli utenti che hanno in dotazione il contenitore da 40 litri, che a Spoleto secondo il dg Ranieri sono appena il 20 per cento delle famiglie raggiunte dal porta a porta: per loro i ritiri di quelle tre tipologie di rifiuti passeranno da una volta a settimana a una volta ogni 15 giorni. Migliora, invece, il servizio di raccolta per chi ha in dotazione i contenitori da 240 litri e che finora era abituato a un ritiro di carta, plastica e indifferenziato ogni 21 giorni e con lo riorganizzazione vedrà gli operatori Vus davanti casa a cadenza bisettimanale. Se a fronte di due ritiri al mese le famiglie dovessero reputare insufficiente il contenitore da 40 litri Vus ha previsto la consegna di quello da 240 litri e, nel caso in le dimensioni dell’appartamento non consentissero l’utilizzo di un bidone di tale dimensioni, l’azienda ha previsto la possibilità di consegnare ai condomini cassonetti da mille litri in cui potranno conferire soltanto i residenti di quel palazzo.

Riorganizzazione entro 31 marzo in 12 comuni Questa modalità di raccolta è già operativa dal 3 ottobre scorso a Foligno Ovest, mentre dal 7 novembre scatterà in metà territorio comunale di Spoleto ed entro il primo lunedì di gennaio 2023 Vus conta di aver completato l’introduzione del nuovo sistema in entrambi i comuni. A quel punto il timing prevede che la riorganizzazione dei ritiri porta a porta dei rifiuti si sposti sugli altri dieci comuni della Valle Umbra, affinché entro il 31 marzo prossimo anche queste utenze possano essere servite con lo stesso sistema.

Spoleto, dal 7 novembre dove cambia la raccolta Di seguito le zone di Spoleto dove dal 7 novembre cambia la raccolta: San Martino in Trignano, Sant’Angelo in Mercole, Località Morro, Località Collicelli, Terzo la Pieve, Terraia, Petrognano, Camporoppolo, San Brizio, Santa Maria in Campis, Beroide, Case Mareggio, Camposalese, Sant’Angioletto, San Giacomo, Croceferro, Cortaccione, Madonna di Lugo, San Sabino, San Nicolò, Morro, San Silvestro, Colle Fabbri, Cascinano e Santa Croce.

Valnerina, solo isole ecologiche informatizzate Esclusa dalla riorganizzazione la Valnerina, dove il livello di raccolta differenziata gira in media intorno al 20 per cento. La zona più colpita dal sisma del 2016, infatti, non è ancora servita dalla raccolta porta a porta e, a quanto pare, non lo sarà mai.  Vivarelli, infatti, giovedì ha spiegato che per questo territorio è stato presentato un progetto nell’ambito del Pnrr sisma che prevede di ovviare ai ritiri domiciliari con l’installazione di isole ecologiche informatizzate, ma in quali tempi resta da stabilire.

Piano industriale In consiglio comunale a Spoleto, poi, è approdato anche il Piano industriale 2022-2031 approvato dall’assemblea dei soci Vus (ovvero i sindaci) lo scorso giugno, ma che come è stato spiegato da Ranieri dovrà essere aggiornamento sia per gli ulteriori aumenti del costo dell’energia che pure alla luce del Piano regionale dei rifiuti. Modifiche e integrazioni non scalfiranno l’equilibrio della multiservizi da un paio di anni abbondanti garantito, ha sintetizzato il dg, dai comparti energia e idrico che vanno a compensare il deficit economico dell’igiene ambientale, che si è materializzato a partire del 2019. Per sviluppare i programmi del piano industriale di Vus, è emerso in aula, servono 54 milioni, di cui la metà saranno destinati alla chiusura di posizioni debitorie precedenti e l’altra metà agli investimenti, che saranno sostenuti anche dagli utili dei prossimi anni destinati alla capitalizzazione. Le modalità di reperimento delle ingenti risorse è al vaglio del management di Vus e degli advisor, che guardano alle banche, compresa la Cassa depositi e prestiti, e pure a strumenti differenti, come le obbligazioni. Durante la seduta, infine, è anche emerso che il capitale sociale di Vus era «totalmente sproporzionato» alle attività della multiservizi e per questo è stato aumentato da 650 mila euro circa a 20 milioni «in maniera indolore per i soci, utilizzando cioè riserve che c’erano a patrimonio» ha detto Ranieri.

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