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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:21

Verini va nel carcere di Orvieto al collasso: «Chiesto più personale e una direzione per l’istituto»

Il deputato ha incontrato gli agenti feriti e i sindacati che da giorni denunciano una situazione al limite

Una carenza di personale devastane e due episodi violenti nel giro di una settimana. Succede al carcere di Orvieto dove sabato mattina si è recato il deputato Walter Verini (Pd) che ha incontrato i due agenti feriti martedì scorso, quando un detenuto tunisino di 33 anni ha tentato di strangolare un poliziotto della penitenziaria dopo aver chiesto chiarimenti su alcuni fondi economici nella sua disponibilità.

DETENUTI UBRIACHI DANNO FUOCO ALLA CELLA

Verini va nel carcere di Orvieto al collasso Verini, accompagnato dalla capogruppo in consiglio comunale, Martina Mescolini (Pd), ha incontrato anche i rappresentanti sindacali del Sappe, dei sindacati confederali, dell’Uspp, e il comandante della polizia penitenziaria Gregori: «Ci siamo mossi con il Dipartimento affari penitenziari per chiedere primi, immediati interventi di potenziamento del personale e prime urgenti risposte, mentre appare anche urgente che il carcere di Orvieto, che può rappresentare un modello di trattamento penitenziario, possa avere una propria Direzione, nel pieno delle funzioni». A Orvieto, infatti, sono effettivamente in servizio 29 agenti a fronte di un organico che ne segna 61, tanto che nei giorni scorsi tutti i sindacati avevano denunciato come agli agenti siano state «negate le ferie estive», mentre la carenza di personale è talmente pesante che «neanche gli straordinari riescono a coprire i turni». Nel carcere di Orvieto sono reclusi una novantina di detenuti che, sommati al deficit di poliziotti, «creano una situazione fortemente problematica sul fronte della vigilanza, della gestione e della sicurezza» ha rilevato Verini.

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