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giovedì 5 agosto - Aggiornato alle 22:36

Usura, una ‘nuova’ Fondazione per la prevenzione: «Credito più veloce per piccole imprese»

Cambio di nome, statuto e sede per l’organismo guidato da Cardella. Accordi con Gepafin e Cna per garantire soldi in tempi più rapidi

Tesei e Cardella (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La Fondazione Umbria contro l’usura cambia nome, sede e forma societaria, ma le novità oltre che ‘formali’ sono sostanziali. Lunedì mattina, a Palazzo Donini, si è tenuta l’assemblea dei soci al termine della quale la presidente Donatella Tesei e Fausto Cardella, che guida la Fondazione, hanno spiegato quali sono i cambiamenti. In sintesi l’obiettivo del ‘nuovo’ organismo è quello di prevenire il fenomeno fornendo, anche grazie a una serie di accordi che saranno sottoscritti con Gepafin (la finanziaria della Regione) e Cna, credito ai piccoli e piccolissimi imprenditori in tempi più rapidi rispetto a quelli delle banche, spesso incompatibili con le esigenze di chi, specialmente in una fase molto difficile come quella attuale, vuole ripartire.

VIDEO – INTERVISTA A CARDELLA

Le novità La onlus diventerà un soggetto del Terzo settore assumendo il nome di «Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura» e si trasferirà dalla zona di Fontivegge a Palazzo Ajò, in corso Vannucci. Più di cento tra famiglie e imprese nell’ultimo anno si sono rivolte alla Fondazione per chiedere aiuto; in prevalenza, come spiegato da Cardella, si tratta di famiglie anche se la percentuale di imprenditori – specialmente quelli più piccoli e gli artigiani – va aumentando. L’emergenza sanitaria, che ha costretto tantissime attività a chiudere mentre i guadagni si azzeravano e le spese fisse rimanevano, ha peggiorato la situazione: Cardella ha fatto gli esempi del piccolissimo imprenditore che ha difficoltà a pagare i 20 mila euro delle rate di un leasing, oppure del ristoratore al quale servono 15 mila euro per ripartire; «sono tanti – dice – quelli che si trovano in queste condizioni».

VIDEO – TESEI: «FONDAZIONE PIÙ ATTENTA A PICCOLI IMPRENDITORI»

Credito più veloce A queste persone «serve un piccolo ma immediato aiuto; dobbiamo privilegiare queste categorie che magari non immaginano di essere a rischio». Le fideiussioni garantite dalla Fondazione nel corso del tempo sono cresciute molto «ma mentre le banche – dice Cardella – prima magari si accontentavano del 50%, ora vogliono il 100%. Non abbiamo determinati criteri di riconoscibilità nei confronti degli istituti di credito – e ottenerli costerebbe molto – mentre soggetti come Gepafin e Cna sì. Gli accordi sono a buon punto e tramite questi garantiremo credito in minor tempo e, forse, con maggior generosità». La Fondazione, che può contare su risorse per 4 milioni (e potrebbe arrivare fino a 5), vuole quindi rivolgersi ai piccoli debitori: «I grandi – osserva Cardella – sono fuori dalla nostra portata. L’importante, come per ogni malattia, è arrivare presto».

Tesei Per la presidente Tesei «la Fondazione è uno strumento che andava innovato e il virus ha accelerato i tempi. L’accesso al credito – ha detto – rimane un tema importante specialmente per le imprese più piccole, che magari rischiano di finire vittime dell’usura o di dover cedere le attività. La Fondazione si dovrà quindi occupare non solo di usura ma anche di quelli che rischiano di avere quest’ultima come unica alternativa. A volte – ha concluso – basta una piccola cifra ma servono risposte veloci».

Twitter @DanieleBovi

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