È stata presentata mercoledì in conferenza stampa la nuova associazione Umbria per la sanità pubblica, che punta a difendere e rilanciare il servizio sanitario regionale, sostenendo un sistema pubblico, accessibile e di qualità. Tra i temi principali toccati: il diritto alla salute, la riforma del sistema sanitario umbro, la centralità della salute mentale e l’impegno per una cultura di pace.
I valori L’associazione nasce dall’esperienza maturata durante le elezioni regionali, in cui la lista con lo stesso nome ha sostenuto il progetto politico di Stefania Proietti. È aperta a tutti – è stato ricordato – ma con una condizione precisa: condividere i valori sanciti dalla Costituzione, in particolare il diritto alla salute come bene universale e non subordinato alle condizioni economiche dei cittadini. Come sottolineato dai promotori, «la salute o il suo rovescio, la malattia, non possono essere rapportate alle capacità economiche delle persone».
Società più equa L’associazione si pone l’obiettivo di costruire una società più equa e solidale, dove la cura delle persone, la tutela dell’ambiente, la sostenibilità delle scelte e l’inclusione culturale rappresentino pilastri fondamentali. Si propone di contrastare lo spreco di risorse e il crescente individualismo, promuovendo tecnologie e servizi che siano davvero a misura di comunità.
La giunta Nel suo intervento, l’associazione ha espresso pieno sostegno alla giunta regionale guidata da Stefania Proietti, impegnata «nel difficile compito di riorganizzare il sistema sanitario umbro. In questa fase, considerata cruciale, si vuole contribuire – è stato detto nella conferenza stampa – a ridare fiducia e motivazioni al personale sanitario, a rendere trasparente la gestione delle nomine, a rafforzare il legame con l’Università e a ridisegnare in modo razionale la rete ospedaliera».
I problemi Tra le criticità da affrontare: le liste d’attesa, la mobilità passiva, la medicina territoriale, il funzionamento delle aziende sanitarie e la salute mentale. Quest’ultima, in particolare, è ritenuta un punto nevralgico da rilanciare: «La salute mentale, dove l’Umbria ha fatto scuola, deve tornare centrale nelle politiche socio sanitarie». L’associazione sottolinea inoltre l’urgenza di investimenti pubblici in edilizia sanitaria, il rilancio del ruolo dei medici di base e una nuova sinergia con gli specialisti per rendere più efficiente l’intero sistema. A ciò si aggiunge la necessità di una maggiore capacità di risposta nei confronti delle nuove forme di dipendenza.
Il Piano sanitario Il nuovo Piano sanitario regionale sarà al centro di un confronto ampio, che vedrà l’associazione impegnata insieme ad altri soggetti per costruire «le migliori condizioni per sostenere e rafforzare l’azione riformatrice della giunta regionale».
La visione Infine, l’associazione ha espresso una visione della salute che va oltre le strutture ospedaliere. Nel proprio programma rientrano anche temi come la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria e dell’acqua, la sicurezza sul lavoro e la mobilità. Il logo dell’associazione contiene la parola “pace”, che rappresenta un altro pilastro fondamentale: «non siamo equidistanti rispetto ai conflitti in corso», è stato detto. L’impegno sarà anche quello di promuovere una cultura di pace e un rifiuto sempre più netto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.
