I sindacati mettono nel mirino la gestione dell'azienda

di Dan. Bo.

Non si ricompone la frattura tra i sindacati del settore trasporti e Umbria Mobilità. Dopo un ultimo tentativo di mediazione nei giorni scorsi, mercoledì pomeriggio Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Cisal e Ugl hanno proclamato per venerdì 18 quattro ore di sciopero. Un’azione a tutto campo, quella pensata dai sindacati, che prevede il coinvolgimento anche delle forze politiche. Oltre allo sciopero infatti i rappresentanti dei lavoratori richiederanno «incontri specifici – scrivono in una nota – per spiegare le vere ragioni dello sciopero, legate all’inaccettabile modalità di gestione dell’azienda». Le sigle sindacali chiedono poi, al mondo politico, di «trarre le proprie conclusioni» sull’operato di una dirigenza considerata «totalmente inadeguata».

I motivi della rottura Due, fondamentalmente, i motivi di rottura emersi nel corso dell’ultimo faccia a faccia tra lavoratori e azienda: il congelamento, «causa tagli operati dal governo», della trattativa relativa all’omogeneizzazione degli stipendi, e il mancato ritiro «degli atti unilaterali compiuti» prima dell’apertura di un confronto con le Rsu delle quattro ex aziende, poi confluite in Umbria Mobilità. In più, Cgil e soci rimangono in attesa del piano industriale che la società ha promesso di consegnare entro la fine di novembre.

Gestione «dissennata» Molti dubbi poi i rappresentanti dei lavoratori li pongono sul modo «dissennato» e «non coerente» di gestire l’azienda. Da una parte, dicono, si chiedono sacrifici ai lavoratori mentre dall’altra si instaurano «contratti di collaborazione lautamente retribuiti «a personale proveniente sia dall’esterno che dall’interno dell’azienda». Contratti i cui costi «devono essere portati alla luce del sole». Oppure si commissiona «a una ditta esterna la stesura del piano industriale, come se nelle quattro ex aziende non fosse possibile individuare professionalità all’altezza della situazione. Evidentemente – scrivono i sindacati –  gli esuberi denunciati dall’azienda riguardano esclusivamente i profili professionali medio-bassi».

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