Sullo stop ai treni regionali e Intercity sulla Direttissima Roma-Firenze arriva l’interrogazione al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. A depositarla la deputata umbra Emma Pavanelli (M5s) secondo cui si è di fronte a «uno scandalo» compiuto «dal governo Meloni, che così dimentica l’Umbria e i suoi pendolari, penalizzandoli con un incremento dei tempi di percorrenza per Roma di 40 minuti».
In particolare, la parlamentare definisce «insostenibile» la situazione ferroviaria dell’Umbria e «inaccettabile l’esclusione dalla Direttissima dei treni regionali e Intercity, soggetti a obbligo di servizio pubblico». Un provvedimento, questo, che «diventerà strutturale a partire dal dicembre 2025, così come comunicato da Rfi alla Regione Umbria», ricorda Pavanelli, che considera «solo una scusa l’applicazione rigida e miope di una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti».
Per la deputata umbra, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione, l’esclusione dalla Direttissima Roma-Firenze dei regionali e degli Intercity «cancella anni di progressi compiuti nella mobilità umbra, ignorando l’accordo quadro ancora in vigore e gli investimenti già effettuati per acquistare nuovi treni da 200 km/h». A Salvini la parlamentare chiede di «chiarire se il governo è a conoscenza di questa decisione che penalizza pesantemente l’Umbria e se intenda finalmente intervenire per garantire il rispetto degli impegni assunti. Non possiamo accettare – conclude – che la nostra regione venga ancora una volta sacrificata sull’altare degli interessi delle imprese ferroviarie private o delle aree metropolitane già abbondantemente servite».
