Consiglio comunale (foto archivio Preziotti)

di C.F.
Twitter @chilodice

Matrimoni gay, scontro tra Elisabetta Piccolotti (Sel) e il sindaco Nando Mismetti (Pd). Va in scena dopo la seduta del consiglio comunale, il botta e risposta tra la consigliera d’opposizione e il primo cittadino sul tema dei diritti civili che in aula ha messo in crisi anche il gruppo Pd.

Pd spaccato in aula su mozione Piccolotti Già, perché l’atto di Piccolotti sulle trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso contratti all’estero, dopo sospensioni e confronti, è stato emendato con l’inserimento di un passaggio in cui si legge «previa verifica di fattibilità». Al momento del voto sull’emendamento proposto da una componente democratica, le frizioni in casa Pd sono state confermate dall’astensione di Borscia, Falasca, Graziosi, Gubbini, Matarazzi e Trombettoni, mentre la mozione è passata coi voti della maggioranza e l’astensione della stessa Piccolotti.

Piccolotti: «Arretratezza culturale» Che l’indomani ha attaccato: «Di fatto a Foligno i matrimoni gay contratti all’estero non verranno trascritti nel registro di Stato civile del Comune fino a quando non ci sarà una specifica normativa del Parlamento nazionale, il sindaco Mismetti si è detto astrattamente favorevole, ma non si è assunto la responsabilità di adottare atti concreti e condurre una battaglia politica, civile e giuridica. In sostanza – ha proseguito – si è ritirato nelle retrovie, dimostrando per l’ennesima volta la sua arretratezza culturale e quella di una parte maggioritaria del Pd folignate».

Mismetti: «Non si possono illudere cittadini» Attacco pesante a cui il sindaco Mismetti ha voluto replicare: «Le parole di Piccolotti sono strumentali, lo scorso 14 ottobre il consiglio comunale di Foligno ha approvato un atto di indirizzo, sul quale la rappresentante di Sel si è astenuta, con cui cui tra le altre mi è stato dato mandato di promuovere un percorso per fare in modo che la trascrizione dei matrimoni gay nei registri comunali sia una cosa seria e non una trovata politica, perché – prosegue Mismetti – non si possono illudere i cittadini con atti amministrativi che rischiano di non avere alcun valore legale».

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