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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 16:13

Tra Pavarotti, cori in piazza e cioccolata: anche nella festa i riflettori sono per Salvini

Una festa sobria che finisce alle 2 quella della “liberazione dell’Umbria”. I leader nazionali poi vanno a letto e puntano Roma: «Governo ha i giorni contati»

©Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri

Da «Notti magiche» a «All’alba vincerò». All’uscita su piazza Italia di Salvini, attorniato da una frotta di giornalisti e da un paio di centinaia di sostenitori, gli altoparlanti hanno staccato dal duo anni ’90 di Edo Bennato e Gianna Nannini alla voce possente di Luciano Pavarotti. E alla fine il vero vincitore di queste elezioni è lui, che infatti stappa lo spumante. Donatella Tesei uscirà poco dopo da Palazzo Cesaroni, applaudita e abbracciata in primis dal sindaco di Terni Leonardo Latini, ma con molto meno clamore del leader della Lega. Il circo mediatico è qui per Matteo e aspetta di sentirgli dire quello che, in effetti, dice. «Un voto degli umbri per gli umbri», esordisce per poi puntare il vero obiettivo: «Ma vi posso dire che avete scelto la libertà a nome di 60 milioni di italiani e per i signori Di Maio, Conte, Renzi e Zingaretti che sono abusivamente momentaneamente occupanti del governo nazionale i giorni sono contati».

LA DIRETTA NO STOP

Festa sobria La festa finisce qui, alle 2 spaccate. Consumata velocissima e senza caroselli di auto come avvenne, invece, per la vittoria del primo Romizi o sfilate su bandierone tricolori come per Latini. Sulla facciata di un palazzo un grande banner giallo con i volti di Tesei e Salvini: «27 ottobre 2019 L’Umbria è LIBERA». Mentre qualche giovane militante di destra, a pochi passi dall’hotel La Rosetta, quartier generale di Fratelli d’Italia, quando chiede: «Posso srotolare lo striscione?», viene stoppato. Niente eccessi, nessuna uscita sopra le righe. Qualche coro e slogan sì: «Do-na-tel-la», «Un presidente, c’è solo un presidente». Ma tutto sommato una “liberazione” sobria. Con musica italiana vintage: ‘Liberi liberi’ di Vasco, Ligabue. E anche un pizzico di dissenso: ‘Bella ciao’ dalle finestre e qualche insulto random.

TUTTI I RISULTATI

Dalla Fortuna alla Rosetta Giorgia Meloni ha acceso i fan con la sua energia. Intorno a mezzanotte e mezza, appena Salvini e Tesei hanno deciso di uscire dal vicino hotel Fortuna, campo base leghista in via Bonazzi, dopo una breve conferenza stampa, lei scende dalla sua stanza nel cortile della Rosetta e arringa a militanti e soprattutto tv: «Da qui parte un segnale politico fortissimo. Siamo il terzo partito in Umbria, resto cauta ma possiamo arrivare alla doppia cifra premiati per la nostra coerenza, a volte anche noiosa». Il destinatario principale è sempre a Roma: «Il governo ha portato qui il premier, leader e ministri l’ultimo giorno della campagna elettorale e ora se ne deve assumere la responsabilità, se si abbarbicano alla poltrona poi i prossimi risultati saranno peggio». Poi arriva Tesei per abbracciarla.

FOTOGALLERY: LA FESTA IN PIAZZA

Tesei e toto giunta Dalla neo governatrice, poche parole probabilmente per la grande emozione. «Sono anche un po’ spaventata dal risultato che è straordinario. Gli umbri hanno voluto dare una grandissima prova di maturità e coraggio, ho raccolto questo invito al cambiamento. Amministrare non sarà facile, ma a fianco a me ci sarà una squadra di livello». È soprattutto dai media locali e dai tanti aspiranti assessori che si vaticina sulle parole dell’ex sindaco di Montefalco per dare un volto ai futuri collaboratori. Michele Fioroni la segue come un’ombra (e probabilmente lo farà anche in giunta), gli altri partiti scrutano se la Lega sale oltre quota 40 per cento, soglia di strapotere.

VIDEO: BELLA CIAO DALLE FINESTRE

Il choco vincitore Alla fine uno dei protagonisti della piazza è stato, come per tutto il finale di campagna elettorale, Eugenio Guarducci. Chiusi gli stand ufficiali di Eurochocolate, ha intrattenuto curiosi e popolo festante con quello dei suoi ‘Choco Exit Poll’, pile di blocchi di cioccolato che salivano e scendevano a seconda dei dati provenienti dalla televisione. È stato lui a dare un assaggio della dolcezza del potere a chi lo sognava da decenni come ammette con gli occhi sognanti Franco Zaffini. Proprio di fronte Palazzo Donini, completamente spento ma con una porzione del portone di ingresso rimasto aperto per i nuovi dominatori della politica umbra.

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