Il sindaco Ruggiano (foto F.Troccoli)

di C.F.

C’è il vicesindaco Claudio Ranchicchio di Fratelli d’Italia e «la vicenda legata alla sussistenza di più dichiarazioni mendaci rese dall’amministratore pubblico nel 2017, al momento di assumere la carica di consigliere e di assessore, in relazione al mancato pagamento di sanzioni amministrative (1.800 euro versate nel maggio scorso, ndr)», al centro della mozione di sfiducia al sindaco Antino Ruggiano e all’intera giunta depositata sei consiglieri di centrosinistra più due di maggioranza, tra cui il presidente del consiglio comunale Adriano Ruspolini. Per centrare l’approvazione del pesantissimo atto, che arriva a sei mesi dalla rielezione del primo cittadino, servono nove voti favorevoli, ovvero uno in più di quelli teoricamente pronti con la presentazione della sfiducia.

Todi, mozione di sfiducia al sindaco Nell’atto firmato da Pd, Sinistra per Todi, Civici Per e Per Todi, in particolare, vengono contestate anche le «modalità con le quali, dal punto di vista amministrativo e politico, è stata gestita la vicenda». Gli otto consiglieri parlano apertamente di «omissioni degli organi politici, sindaco in primis, che hanno provocato lo stallo dell’amministrazione» e anche l’istituzione di una commissione consiliare di indagine. Malgrado ciò «Ranchicchio, che ha la delega alle attività economiche e all’artigianato – è scritto nella mozione di sfiducia – nell’ottobre scorso ha acquisito un contratto di collaborazione con la Confartigianato quale delegato della sede di Todi, dimostrando – proseguono gli otto consiglieri – ancora una volta l’assoluto disprezzo dei doveri legati al suo ruolo e alla sua funzione».

Resa dei conti sul caso Ranchicchio In questo quadro, duro è l’attacco al sindaco che «ancora una volta ha avallato la condotta di Ranchicchio, non facendo nulla a tutela della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione dell’amministrazione comunale, dimostrando quindi – si legge nell’atto – la sua compiacenza». Non vengono risparmiate le forze di maggioranza che «hanno dimostrato di anteporre gli interesse di parte al bene comune, come dimostrato dalle manovre di natura esclusivamente politica in ordino al rinnovo delle cariche degli enti Etab e Veralli Cortesi». Da qui la mozione di sfiducia depositata dagli otto che la considerano «l’unico strumento per comprendere se la maggioranza del consiglio comunale concordi o meno con tale stato di cose».