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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 07:46

Terremoto, Marini: «A gennaio fine dell’emergenza, 2018 sarà anno della ricostruzione. Agganciata la ripresa»

La giunta regionale fa il punto sul 2017 che sta per chiudersi: «Enti pubblici locali ora saranno più coinvolti»

La giunta regionale al completo (foto Troccoli)

di Daniele Bovi

Così come nel 2017, a Palazzo Donini anche nel 2018 in cima all’agenda ci sarà il terremoto, ma con una significativa differenza: che dall’emergenza gestita a livello centrale ora si passerà alla ricostruzione, con un coinvolgimento più importante degli enti locali. Venerdì nel tradizionale appuntamento di fine anno con la stampa la presidente Catiuscia Marini, insieme alla giunta, ha spiegato che «a gennaio chiuderemo la fase emergenziale per far partire quella della ricostruzione. Nel 2018 si entrerà in una fase importante di ricostruzione pubblica e privata» e la partita si giocherà più a livello locale: «Se la fase di emergenza è stata centralistica – ha detto infatti la presidente – quella della ricostruzione avrà come soggetti attuatori gli enti pubblici locali».

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La ricostruzione In particolare tra le fine dell’anno e la giunta fissata per l’8 gennaio verrà preadottato l’atto che sul piano edilizio e urbanistico, ma anche socioeconomico, guiderà la ricostruzione: «Sarà una legge per la sua attuazione in cui convoglieremo anche risorse comunitarie aggiuntive». Nel 2018 dunque si entrerà nella fase di attuazione dei piani già approvati, tre dei quali per l’edilizia scolastica per complessivi 60 milioni di euro che riguarderanno anche edifici fuori dall’area del cratere, e i due Piani delle opere pubbliche da circa 30 milioni di euro ciascuno. «A disposizione – ha aggiunto la presidente – ci sono oltre 100 milioni di euro di risorse aggiuntive, di cui 56 milioni per il Fondo europeo di sviluppo regionale e circa 52 per la programmazione dello sviluppo rurale, che si aggiungono al miliardo e mezzo di euro delle risorse della programmazione comunitaria per il periodo 2014/2020».

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Il sisma Nelle prossime ore verranno consegnate altre casette nell’area del sisma e a Norcia sarà aperto l’ufficio che sarà la sede distaccata per la ricostruzione, «un front office – dice Marini – anche per quella privata. E ricordo che entro il 30 aprile andranno caricate le pratiche che riguardano gli edifici con danni sia lievi che pesanti». In più all’inizio del 2018, dopo un confronto con le associazioni di categoria che ci sarà il 28 dicembre, verrà approvato dalla giunta un atto molto atteso, ovvero quello che fissa i criteri per il cosiddetto danno indiretto, con circa 9 milioni di euro sul piatto come ha spiegato Fabio Paparelli. Il numero due della giunta ha fatto il punto anche sulle prospettive economiche della regione, sottolineando i buoni dati sull’export (+6,4 per cento), sulle importazioni e, dopo i gravi danni assestati dal terremoto, sul turismo: «A settembre e ottobre abbiamo avuto un aumento, e anche per novembre ci sono dati molto positivi».

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L’economia «Investimenti e internazionalizzazione – ha detto – sono, senza dimenticare i lavori per la banda ultralarga in tutta la regione, gli obiettivi del 2018». Più in generale la presidente ha parlato di una regione che «dopo aver pagato pesantemente, in termini di Pil e occupazione, negli anni dal 2008 al 2014, dal 2015 ha agganciato la ripresa, dando un segno di reazione anche sul fronte turistico. Una Regione nel complesso solida dal punto di vista finanziario e che da 15 anni non tocca la leva fiscale, con una pressione tra le più basse d’Italia». Nella cartucciera di Palazzo Donini le munizioni più consistenti sono quelle dei Fondi Ue e con il Governo sono stati definiti i termini per due accordi volti all’impiego, in particolare, del Fondo per lo sviluppo e la coesione: in tutto 40 milioni con il Ministero delle infrastrutture e trasporti e con quello dei beni culturali, oltre agli interventi sul dissesto idrogeologico rivolti in particolare all’area del sisma.

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Ripresa e politica La ripresa però deve dispiegare i suoi effetti sul fronte occupazionale e c’è da fare i conti con le tante crisi aperte, dall’Ast alla Perugina passando per la Novelli, per la quale proprio venerdì è stato dichiarato il fallimento. «Dovremo gestire – ha detto Marini – gli impatti futuri delle scelte delle multinazionali; servono soluzioni e prospettive. Da parte nostra siamo sempre disponibili al confronto». Il 2018 sarà anche l’anno delle elezioni, politiche e comunali e in primis Marini ha ringraziato i governi che si sono succeduti per la collaborazione «negli interessi della regione». La presidente ha ringraziato anche i parlamentari e sulle candidature ha sottolineato che «la fase politica è complessa, in campagna elettorale vogliamo mettere in campo i risultati raggiunti. Le liste? Serve un mix di competenze, esperienze e rinnovamento». Rispondendo alle domande dei giornalisti la presidente ha parlato anche del collasso della giunta di Umbertide: «Un fatto traumatico e grave, la responsabilità di chi è eletto è di portare a termine la legislatura ma questo deve avvenire con un rapporto di fiducia, che mi pare evidente si sia lacerato. Tutto ciò crea instabilità e incertezza nei cittadini».

Twitter @DanieleBovi

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