di Marco Torricelli
Tutto confermato. Saranno tre le deroghe concesse dal Pd ai propri iscritti che saranno inseriti nella lista per le prossime elezioni amministrative. E in cima alla lista ci sarà l’ex presidente della Provincia ed ex parlamentare Andrea Cavicchioli.
Le deroghe Della questione che ha animato il dibattito negli ultimi giorni – quella delle deroghe ‘normali’, concesse a due consiglieri comunali e di quella ‘extra’ per un assessore uscente, Renato Bartolini – l’impressione è stata che si volesse farla scivolar via senza scossoni, ma non è stato così.
Malatesta L’assessore uscente – e non ‘derogato’ – Marco Malatesta, ha deciso che fosse il caso di dirla tutta: «Che la soluzione verso la quale si tendeva fosse questa – ha detto, provocando il brusio della platea – era scritto. Ed io lo avevo denunciato con una lettera inviata al segretario comunale il 29 marzo scorso». Incassando una risposta fin troppo politica: la lista non sarebbe frutto del giudizio sulle persone, ma di equilibri interni da rispettare.
I ‘cacicchi’ Una volta, dice Malatesta, «Massimo D’Alema aveva parlato dell’organizzazione del partito sui territori come di ‘un accampamento di cacicchi’. Ebbene, oggi abbiamo avuto la prova che ci sono dei ‘cacicchi’ più forti di altri e che gli equilibri interni sono determinati da loro». Conseguenze? «Per quanto mi riguarda nessuna – dice l’assessore uscente – non smetterò certo di fare politica, e di farla nel Pd, per questo».
Il futuro Conferma, Malatesta, che «dal 1° giugno tornerò a fare i lavoro che facevo prima di essere chiamato da Leopoldo Di Girolamo a fare l’assessore (è capo squadra dei vigili del fuoco; ndr) e fino ad allora porterò avanti le cose in sospeso: mercoledì prossimo, per dire, prenderò parte alla riunione di giunta, alla cui attenzione presenterò quattro delibere, come previsto».
I giovani Una sottolineatura, però, Malatesta la vuole fare: «Mi chiedo cosa pensino, i tanti giovani che con passione stanno facendo molto per il futuro del Partito democratico, quando assistono a queste scene e quando prendono coscienza di quale sia la logica che, troppo spesso, determina certe scelte. Io credo che dovremo, tutti, fare in modo che queste logiche cambino in futuro».
Bencivenga L’altro assessore per cui non c’è stata deroga, Luigi Bencivenga, non ha invece preso la parola in assemblea, ma è probabile che parlerà presto, visto che sembra sul punto di annunciare la propria volontà di restare, comunque, in campo: magari accettando la corte serrata che gli sta facendo l’ex assessore regionale Giuseppe Mascio, che lo vorrebbe inserire nella lista ‘Progetto Terni’.
