di M. To.
Cinque mesi e mezzo dopo il lancio della sfida – era il 18 ottobre, quando Franco Todini ruppe gli indugi – ecco il programma elettorale della lista civica ‘il Cammello’ per le prossime elezioni amministrative.
Gli obiettivi La scelta di andare – e di continuare ad andare – da soli, dice Todini, nasce dalla volontà «di sconfiggere il fronte di una sinistra conservatrice, consociativa e antiquata. La nostra lista civica non risponde ai vecchi schemi della politica e degli schieramenti. Vogliamo far uscire Terni da questa crisi in cui è stata portata dai governi di Raffaelli e Di Girolamo e da una minoranza che in questi 15 anni non ha saputo e non ha voluto fare vera opposizione».
Arrivi e partenze Nei 161 giorni trascorsi da quel 18 ottobre, però, di cose ne sono successe parecchie. Annunci di apparentamenti fatti e poi sfumati, partiti politici e liste civiche che si sono defilati, critiche anche aspre ricevute: «Certo – concede Todini – il panorama è cambiato e potrebbe ancora cambiare negli oltre due mesi che ci separano dal voto, ma noi siamo sempre gli stessi. Noi – il riferimento non è apparso casuale – non cerchiamo e non promettiamo poltrone e questo, ne siamo consapevoli, ha avuto ed ha il suo peso su alcune scelte».
Il programma I temi forti del programma – in totale sono 12 i punti che lo compongono – sono «la riforma della macchina comunale – spiega Todini – con la riduzione da 10 a 5 del numero degli assessori, l’accorpamento delle partecipate e l’eliminazione degli sprechi e dei costi inutili». Ma anche la «revisione del Piano regolatore, per rompere con il metodo dell’urbanistica contrattata» e la «chiusura dell’inceneritore e una nuova politica di smaltimento dei rifiuti, per reperire risorse per i cittadini e non per gli inquinatori». Poi «un nuovo concetto di mobilità, finalmente alternativa e non alternata, che faccia rifiorire il commercio, riduca l’inquinamento e trasformi il centro cittadini in un parco verde». E ancora: «Via le tasse sulle insegne e le gabelle contro i commercianti. Via la politica dalla sanità per un nuovo ospedale Santa Maria che premi le professionalità interne». E «puntare sullo sport e sul turismo attivo per qualificare l’offerta del territorio ed attrarre risorse».
La Regione Il problema è che per fare tutto ci vogliono i soldi e, allora, nel mirino del candidato sindaco finisce anche la Regione: «Andremo lì a prenderci i soldi – attacca Todini – perché va scardinato il processo di sudditanza di comodo dei politici ternani nei confronti di Perugia. Sarà Terni a decidere il suo destino e non una Regione che conosco bene per averci lavorato 38 anni (Todini è stato, tra l’altro, segretario generale del consiglio regionale; ndr) e che non ci piace, tanto che abbiamo progetti anche per la sua futura trasformazione».
